Tutti gli articoli di Carmine Scudiero

Comprare gomme online? Ecco come fare

Le gomme sono il prodotto più importante tra quelli che non vengono realizzati direttamente da una casa produttrice di moto, auto o qualsiasi altro mezzo a motore. Rappresentano il mezzo di contatto tra la nostra moto e il terreno, e alle gomme è demandata una parte importante della tenuta di strada, dell’accelerazione, della frenata e della stessa comodità di marcia. Per non parlare dei consumi di carburante. Una buona gomma, ovviamente alla giusta pressione, può esaltare tutte le prestazioni del mezzo, e garantirne la massima sicurezza. Allo stesso modo una gomma scadente, o una pressione errata, possono peggiorare le prestazioni, i consumi, e soprattutto mettere in pericolo la nostra sicurezza.

Per tutti questi motivi, noi motociclisti mettiamo molta attenzione nella scelta delle gomme, confrontando le nostre esperienze con gli altri appassionati, sia sui forum, sia “al bar”, e potendo quindi far tesoro dell’esperienza concreta di appassionati come noi. Una volta ristretta la scelta su alcune marche, e alcuni modelli di gomma, è ovviamente necessario fare anche i conti con il nostro budget, verificando i prezzi della gomma che abbiamo scelto, per la misura che serve a noi, o meglio alla nostra moto. Il modo più rapido per verificare velocemente i prezzi, e trovare ottime offerte, è proprio quello di rivolgersi a siti specializzati nella vendita di pneumatici auto e moto, come SpecialGomme, che ci permettono di beneficiare, anche per questo acquisto, della convenienza e della libertà di scelta che il web ci può garantire.

È possibile verificare la disponibilità di marche e modelli per la misura che ci serve, controllare le caratteristiche di ciascun modello, tra cui resistenza al rotolamento, prestazioni sotto la pioggia e rumorosità, e ovviamente avere a colpo d’occhio il prezzo, sempre molto competitivo. Se decidiamo l’acquisto, possiamo ricevere gli pneumatici tra 3 e 7 giorni lavorativi, e la spedizione è gratuita. Per il montaggio degli stessi, è possibile rivolgersi a uno dei numerosi centri montaggio convenzionati disseminati su tutto il territorio nazionale. Non vengono mai consegnate gomme prodotte da più di 36 mesi, e viene offerta una garanzia di 3 anni a decorrere dopo i 2 che per legge la casa costruttrice del pneumatico deve riconoscere. Acquistare delle nuove gomme per la nostra moto, non è mai stato così facile e conveniente.

“Milano-Taranto”, viaggio in moto d’epoca alla scoperta dell’Italia

Dal 2 all’8 luglio è in programma la 31° rievocazione storica della più lunga e avvincente maratona motociclistica, andata in scena fino al 1956

Ben 230 centauri al via con rappresentanti di Stati Uniti, Giappone e Australia

Sfida tra “gloriose” che vede protagoniste Taurus, Ganna, Laverda, Guzzi, Devil, Perugina, MI VAL, Bianchi e Morini in un’avventura in sei tappe e duemila chilometri attraverso strade secondarie

Torna la Milano-Taranto, manifestazione riservata alle moto d’epoca che andrà in scena da domenica 2 a sabato 8 luglio, suddivisa in sei tappe.

Nella 31° edizione della rievocazione storica il patron, Franco Sabatini, ha inserito tanta Toscana, poi Lazio e Puglia in abbondanza. I chilometri sono complessivamente attorno ai duemila, giusto per non far mancare otto-dieci ore di sella al giorno ai coraggiosi partecipanti che quest’anno saranno 230.

La prima frazione del giro scatterà come sempre alla mezzanotte di domenica 2 luglio dall’Idroscalo di Milano e si concluderà a fine mattinata del 3 luglio a Pisa, dopo aver scavalcato l’appennino tosco-emiliano e lambito le Alpi Apuane.

Seconda tappa, tutta toscana, martedì 4 luglio da Pisa a Principina Terra, lungo strade punteggiate da cipressi e da viti.

Dal vino all’acqua, quella speciale di Fiuggi, nella terza frazione (mercoledì 5 luglio), passando dalla Toscana al Lazio.

Tosta la quarta tappa (giovedì 6 luglio), la più lunga di tutte: da Fiuggi a S. Giovanni Rotondo, in Puglia, con arrivo davanti alla basilica di Padre Pio.

Quinta frazione (venerdì 7 luglio) tutta in terra pugliese con traguardo a Bari.

Infine la classica Bari-Taranto (sabato 8 luglio) con le immancabili soste a Castellana Grotte, Martina Franca e Villa Castelli.

Saranno insomma sei giorni alla scoperta dell’Italia in compagnia delle moto d’epoca. La sorpresa di quest’anno sarà rappresentata in particolare da tre Terrot 350cc di fine anni Venti-inizio anni Trenta, francesine terribili: una sfida nella sfida perché si dovranno misurare con le coetanee Mas, Rudge e Vincent.

E anche la categoria “Gloriose” è ricca di rarità: Taurus, Ganna, Mas, Perugina, Devil, Bianchi Cervino, Mi Val, Morini Settebello, Guzzini, Laverda ed altre moto che alla Milano-Taranto hanno gareggiato sul serio. Categoria a parte per sidecar e scooter. Classe 500cc la più affollata, con Gilera Saturno e Guzzi Falcone a profusione.

Per quanto riguarda invece i centauri stranieri, la pattuglia si è arricchita di australiani, giapponesi, finlandesi, cinesi e statunitensi che affiancheranno i consueti concorrenti europei (tedeschi, olandesi, austriaci, monegaschi, inglesi e francesi).

Milano-Taranto, un po’ di storia

Nacque, con il nome di “Freccia del Sud” nel 1919, un raid motociclistico da Milano a Caserta che nel 1932 diventò Milano-Napoli e nel 1937 “Milano-Roma-Taranto”. Si correva tutta d’un fiato, con la manetta del gas tirata sempre al massimo. Soste solo per il rifornimento e l’assistenza. Una maratona contro il tempo, massacrante, difficile e impegnativa. Una corsa per centauri veri. Non a caso nell’albo d’oro della Milano-Taranto figurano nomi come Guglielmo Sandri, Giordano Aldrighetti, Ettore Villa, Bruno Francisci, ed il nostro Remo Venturi. Ultima edizione nel 1956, vinta da Pietro Carissoni, poi il tragico incidente di Guidizzolo, durante la Mille Miglia del 1957, segnò la fine delle competizioni stradali. Da 31 anni tuttavia, la Mi-Ta rivive grazie all’impegno e alla passione di Franco Sabatini, patron del Moto Club Veteran S. Martino di S. Martino in Colle (Pg).

Scarpe da moto: le giuste per la sicurezza

Viaggiare in sella a una moto, con il vento che accarezza il viso e scompiglia i capelli, indossando una camicia bianca in lino con il sole che tramonta alle spalle di chi domina la strada è uno dei sogni più ricorrenti.

Ma è bene che resti soltanto un sogno. Una delle regole più importanti che chi ama usare la moto deve rispettare è la sicurezza: la propria e di chi lo accompagna. Per questa ragione è bene scegliere sempre un abbigliamento consono. Via dunque a scarpe come sandali e infradito, sì a calzature che proteggono il piede anche – e soprattutto – in caso di cadute o necessità di poggiare il piede sull’asfalto. È essenziale scegliere le giuste scarpe da moto, calzature tecniche che sono ottime   compagne di viaggio.

Le scarpe da moto ideali per chi ama cavalcare la strada sono senza ombra di dubbio un bel paio di stivali con un gambale alto e parti rinforzate che rendono sicura la guida ma rendono ancora più protetti in caso di caduta, da qui la necessità di indossare scarpe che si aggancino ai protettori dei pantaloni da moto. Gli stivaletti che non arrivano sopra le caviglie offrono una protezione più bassa.

Estremamente consigliate sono le scarpe modello stivale, dotate di membrana impermeabile, che consentono prestazioni ottimali anche quando ci sono condizioni climatiche difficili; se poi hanno anche una suola in caucciù stratificata ed estremamente leggera, la calzata è ancora più confortevole. Un altro dettaglio importante è la fodera, che può essere realizzata in tessuto con componenti di microfibra scamosciata sul tallone per prevenire lo scivolamento del piede; associata a un proteggi-caviglia a doppia densità e stratificato sotto la tomaia, con imbottitura in schiuma di poliestere sulla parte posteriore che rende stabile la guida e protegge da escoriazioni e abrasioni da contatto con asfalto o terriccio. Nei modelli per motociclisti navigati, inoltre, diventa un optional essenziale il pannello riflettente di alta visibilità – posizionato sulla parte posteriore della scarpa – che rende il motociclista più visibile agli altri utenti della strada specie in assenza di una buona luminosità.

Se poi non si amano le scarpe alte fin sotto il ginocchio, c’è la possibilità di scegliere scarpe alte fino alla caviglia, in vari colori e modelli che offrono la garanzia di sicurezza e protezione in ogni momento della guida. In commercio esistono modelli con tomaia dal design deciso e fabbricate con tessuti morbidi, come la microfibra leggera, ma al tempo stesso duratura e resistente.

Le scarpe più tecnologicamente avanzate offrono una regolazione precisa e di comfort di chiusura perché allacciano in maniera strategica il piede, che così evita storte o abrasioni. Anche nelle scarpe più basse serve la cosiddetta saponetta laterale: alcuni modelli ne dispongono con un taglio ergonomico a livello delle dita del piede per dare una maggiore sensibilità sui comandi della moto e una maggiore resistenza all’abrasione.

La moto, passione autentica fra avventura, regole, tutele ed obblighi

Una passione a due ruote.

L’amore per la moto poggia su basi solide, a conferma di uno stile di vita unico ed originale.

La due ruote più amata riesce addirittura ad essere una sorta di collante per amicizie speciali e amori intensi.

La passione per la moto è in grado di aggregare tipologie di individui sostanzialmente diverse, che trovano nell’amore ‘a due ruote’ punti di convergenza tali da regalare maggiore intensità ai rapporti umani.

Anche l’individuo più serioso, se condivide con altri la passione per la moto, può dare libero sfogo alla goliardia e al desiderio di trascorrere, con chi vanta la stessa passione, serate e vacanze divertenti.

In giro per il mondo per avventure in solitaria o in gruppo, é innegabile che la moto aggrega ed unisce.

Una passione che non ha frontiere e consente di rilevare punti comuni fra due universi come quello femminile e maschile, spesso contrapposti per modi di pensare, vedere il mondo, vivere le emozioni, che trovano una linea comune però in fatto di moto.

La polizza moto: tutela per le terze persone ed il veicolo

Come per ogni altro veicolo, al di là del gusto dell’avventura, è necessario che chi si mette alla guida disponga di regolare copertura assicurativa di responsabilità civile.

Le polizze Rc moto, al pari delle RC auto, sono obbligatorie e hanno una finalità specifica:

coprire l’assicurato per tutti i danni che potrebbero coinvolgere terze persone, il tutto parametrato ed entro i limiti stabiliti dal massimale,  previsto a chiare lettere nella polizza.

Se la Rc moto ha carattere obbligatorio,  altrettanto non si può dire delle garanzie accessorie,

che comunque vale la pena considerare attentamente, perchè possono garantire tutta una serie di tutele e assicurare da eventi di vario genere.

Parliamo di garanzie accessorie quali furto ed incendio, oppure particolari proposte kasko

Esistono tipologie di polizza realizzate a misura per moto storiche o ciclomotori d’epoca, iscritti

all’ASI (Automotoclub Storico Italiano) oppure all’FMI (Federazione Motociclistica Italiana).

Guida alla stipula di una polizza

Il web ci offre la possibilità di consultare Broker e comparatori online che guidano gli utenti passo passo nel difficile mondo delle assicurazioni. Chi è alla ricerca di una polizza moto deve considerare prima di tutto il tipo di utilizzo del veicolo.

Se il motociclista approfitta di qualsiasi momento, o giorno dell’anno,  per salire in sella al proprio mezzo occorre valutare l’area delle polizze tradizionali, con copertura totale per 365 giorni.

Il mercato assicurativo consente comunque di risparmiare anche nel caso di polizze globali, dove si sceglie di inserire anche tutele accessorie.

E’ bene leggere con attenzione la polizza, valutando i dettagli e le condizioni, osservando con attenzione le clausole, le limitazioni e le eventuali penali aggiunte.

Per risparmiare sull’acquisto di una polizza moto può essere utile servirsi di un comparatore on line.

I risultati sono eccellenti:

  • si spende meno perchè le proposte sono decisamente convenienti;
  • si risparmia tempo grazie ad una ricerca rapida dei preventivi;
  • si ha la certezza assoluta dei costi e si ottiene velocemente il certificato provvisorio per poter circolare liberamente.

Non sono rari i casi in cui la due ruote viene utilizzata soprattutto nella bella stagione, o solo per percorsi limitati, in questi casi è possibile sottoscrivere prodotti assicurativi flessibili.

Vale la pena considerare la sottoscrizione di una polizza temporanea, legata al periodo di utilizzo della moto, fruendo di costi più bassi rispetto alle soluzione di coperture annuali.

Da stabilirsi al momento dell’acquisto della polizza anche la clausola di sospensione, nel caso si volesse interrompere la copertura, per mancato utilizzo, per un certo periodo di tempo.

Interessante anche la proposta di polizza a consumo, che considera le distanze percorse durante l’utilizzo. La si può sottoscrivere decidendo di installare sulla moto un sistema satellitare in grado di controllare l’esatta percorrenza.

Organizzare un viaggio in moto: opportuno controllo della parte meccanica

Prima di affrontare un viaggio in moto è bene mettere in sicurezza il veicolo, per evitare che il viaggio riservi spiacevoli inconvenienti.

Il consiglio è quello di controllare la parte tecnica, magari optando per un tagliando completo, soprattutto se non sono stati fatti recenti  check up.

Possono fare al caso vostro officine autorizzate, in base alla marca della moto, oppure è sufficiente rivolgersi al meccanico di fiducia.

Controllo pastiglie, freni e livelli dell’olio del motore e del raffreddamento svettano in testa nella classifica dei controlli.

Collaterali ma di grande rilevanza anche le verifiche alla catena, ai filtri, alle gomme.

Prima di affrontare un viaggio è bene pensare anche all’attrezzatura, magari scegliendo di rinnovare le protezioni base quali  casco,  giubbotto, guanti e stivali. Attenzione particolare al paraschiena.

Non è necessario spendere cifre da capogiro per attrezzarsi di tutto punto, il mercato mette a disposizione prodotti diversi anche decisamente convenienti, l’importante è controllare sempre che sia presente il marchio d’omologazione CE.

Nello scegliere un giubbotto, ad esempio, accertatevi che disponga di uno strato impermeabile e di uno estraibile per poterlo utilizzare di giorno così come di sera.

In fatto di casco meglio privilegiare l’acquisto di prodotti in fibra di carbonio: leggeri e decisamente resistenti.

Guanti, stivali e abbigliamento devono mantenere la temperatura corporea, ed essere al tempo stesso traspiranti e proteggere dal caldo o dal freddo.

Curiosità

Viaggiando in gruppo è essenziale mantenere la velocità e distanza di sicurezza adeguata. E’ bene non sorpassarsi a patto che non esistano necessità specifiche.

In gruppo è importante poter contare materialmente l’uno sull’altro.

Fermarsi ad aiutare gli altri motociclisti in difficoltà è una regola da considerare sempre, anche se non fa parte delle norme scritte.

Caricare la moto è un’arte: fatelo con estrema attenzione valutando pesi e ancoraggio dei bagagli.

Braking: parola d’ordine, passione

Un insieme di elementi, a cominciare da quattro parole scelte come simbolo stesso dell’aziendatecnologia, qualità, ma anche passione e adrenalina. È questa la descrizione sintetica che accompagna ogni nuovo prodotto realizzato dalla Braking, il marchio italiano nato nel 1990 che ha saputo conquistare un ruolo sempre più di rilievo nell’ambito della realizzazione di impianti frenanti after market per motoveicoli, grazie anche all’esperienza maturata nel settore delle competizioni motoristiche di velocità, come il campionato mondiale Superbike.

Per tutte le esigenze. Il nome stesso dell’azienda rappresenta il marchio di fabbrica, chiarendo immediatamente il rapporto con la frenata: difatti, oggi Braking è sinonimo di specialisti nell’ambito della produzione di pezzi di ricambio per uno dei comparti più delicati delle moto, quello che riguarda appunto freni e trasmissione, con tre diverse tipologie di intervento e di applicazione. Oltre al comparto “Racing“, dedicato a chi compete a ogni livello, con una speciale produzione che ricalca i prodotti usati dai campioni del Mondo in gare di velocità, fuoristrada e supermotard (quasi 100 campionati mondiali vinti in assoluto, secondo quanto dichiarato dall’azienda nel “company profile” sul sito), esistono infatti anche le linee adatte a un utilizzo più quotidiano delle due ruote, battezzate Challenge (pensata per gli amanti della customizzazione, grazie a ricambi di performance e qualità superiori rispetto all’originale) e “Urban“, che invece è la gamma base di ricambio, con servizi disponibili su un’ampia serie di modelli.

Parola d’ordine, passione. La filosofia alla base dell’azienda, come detto, ha due capisaldi, ovvero la passione per le moto e le alte prestazioni che si abbina alla ricerca continua dei miglioramenti tecnologici per elevare l’asticella della qualità: è in questo modo che vengono realizzati i componenti presenti in catalogo, sempre più apprezzati dai centauri. Molto importante per la diffusione del marchio, poi, è la possibilità di visualizzare e acquistare i prodotti anche attraverso i più nuovi canali di vendita, come i distributori online: ad esempio, sul portale specializzato Omnia Racing è possibile trovare tutti gli ultimi modelli di impianti frenanti Braking, tra cui scegliere il più adatto alle proprie esigenze, anche economiche, oltre che ovviamente corrispondente alla propria moto (qui per maggiori informazioni).

L’invenzione della margherita. Uno dei fiori all’occhiello della società, nonché straordinario successo commerciale, è l’invenzione del disco freno denominato “a margherita”, o nell’accezione aziendale il disco Wave, che ha praticamente rivoluzionato il concetto stesso di freni a disco, grazie a una forma irregolare (che ricorda appunto il design di una margherita) che permette una maggiore e migliore dispersione del calore, rendendo di fatto più veloce il raffreddamento del disco e più agevole la frenata, elevando il limite delle prestazioni dei freni a disco in acciaio. Frutto di un approfondito e continuo studio tecnico su materiali e comportamento, oltre che sul calore e sulla sua dissipazione, il risultato raggiunto dalla Braking ha creato un nuovo standard, rapidamente adottato sia nel campo agonistico che per soluzioni private e quotidiane.

Tanti segni più. I dischi freno della linea WAVE, disponibili per un montaggio sia all’anteriore che al posteriore, sono realizzati in acciaio inossidabile ad alto contenuto di carbonio e ad elevato coefficiente d’attrito, e sono pensati per adattarsi praticamente a ogni modello di moto, grazie a misure originali e a diametro maggiorato, flottanti e fissi, che li rendono intercambiabili ai dischi freno originali, con il notevole vantaggio di assicurarsi caratteristiche e prestazioni superiori: gli impianti Braking, infatti, garantiscono un peso inferiore, una migliore resistenza al calore, un maggior controllo sulla frenata, e in contemporanea un aumento del potere frenante, e infine una grande modulabilità. Inoltre, la gamma “a margherita” sviluppata per le moto da fuoristrada consente anche di smaltire meglio i detriti e il fango, mentre attraverso la conformazione irregolare puliscono anche le pastiglie dei freni.

 

Continental, in Italia il bilancio 2016 è decisamente a segno più


Bilanci positivi e picchi record per le gomme Continental, che nel 2016 ha raggiunto con facilità gli obiettivi prefissati; la sfida ora è consolidare la crescita nell’anno in corso, grazie anche al lancio di quattro nuovo pneumatici per moto, presentati all’ultimo salone Eicma.

Un bilancio 2016 chiuso con un segno più accanto ai principali indicatori economici, e un 2017 che attende il lancio di quattro nuovi modelli di gomme, già presentati con successo all’Eicma 2016: è questa la sintesi dello stato di salute, senza dubbio ottimo, del Gruppo Continental, che a livello globale ha visto un incremento delle vendite del 3%, arrivando a circa 40,5 miliardi di euro, con un picco record nei volumi di gomme, che hanno superato quota 150 milioni.

Bene anche in Italia. Anche a livello italiano la situazione è positiva, con la filiale tricolore di Continental che si occupa di pneumatici ha visto crescere tutte le business unit, ossia tutte le linee di prodotto, come dichiarato di recente da Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia.

Stabili le gomme auto. In realtà, il dato italiano per il comparto automobilistico è stato leggermente inferiore alle attese in termini di volumi, pur mantenendosi sostanzialmente stabile; in crescita soprattutto il segmento invernale, mentre di conseguenza sono calate le gomme estive. Tuttavia, la tendenza che emerge è quella di una forte evoluzione del mercato italiano dal punto di vista della struttura distributiva, dove un ruolo di rilievo è ormai giocato dai rivenditori online.

La forza dell’online. Un segmento in cui uno dei pionieri è stato Euroimport Pneumatici, attivo ormai da 10 anni in questo business sul Web, e diventato oggi un punto di riferimento per tutti gli appassionati di due ruote alla ricerca di gomme Continental moto. Un catalogo che a breve si amplierà di quattro nuovi modelli, come annunciato nel corso dell’ultimo salone dell’Eicmadi Milano.

Un nuovo arrivo. La famiglia di pneumatici Continental si amplia innanzitutto con il nuovo Continental ContiRoadAttack 3, dedicato espressamente agli appassionati dello sport touring: questo prodotto, che rappresenta l’ulteriore evoluzione del classico ContiRoadAttack 2 EVO, si contraddistingue per nuove tecnologie, come la TractionSkin (che riduce la “entrata in temperatura” delle gomme, garantendo sicurezza estrema, attraverso una nuovo sistema di stampi per la vulcanizzazione, che elimina la necessità di agenti distaccanti), la MultiGrip (che aumenta la durata e migliora il grip ottimale in angoli di piega estremi), la ZeroDegree (costituita da una spiralatura a 0° in cavi d’acciaio che garantisce stabilità ad alta velocità e ridotto kickback) e infine RainGrip, che migliora l’aderenza sul bagnato.

I modelli per touring, cruiser e città. Aumentata anche la selezione di pneumatici per moto touring e cruiser, che potrà contare sulle versioni ContiTour e ContiLegend (dal design vintage e tecniche come le scanalature multiple per il drenaggio ottimale), gomme studiate su misura per le esigenze di cruiser, chopper e moto custom. Infine, per i biker cittadini è stato pensato il Continental ContiCity, pneumatico “Allround” di nuova concezione che offre un ottimo grip su strada grazie al suo design di forma triangolare.

Obiettivo 2017. Questi nuovi modelli potrebbero aiutare l’azienda a consolidare la crescita conosciuta nel corso di questo 2017 che, “seppure ancora su numeri relativamente piccoli”, come ha ammesso ancora De Martino, ha comunque consentito l’ingresso di Continental “nella lega dei big”, grazie a un 2016 eccellente e di forte accelerazione nelle vendite per il segmento moto.

La strada da fare. Il segreto del successo, secondo l’ad di Continental Italia, è nella produzione di pneumatici “che stanno riscuotendo molto successo, soprattutto da parte degli appassionati e dei clienti finali. Pensiamo quindi di essere sulla strada giusta, come ha dimostrato anche il successo che abbiamo avuto adEicma lo scorso novembre. Insomma possiamo dire di avere svoltato anche sul settore moto e da una situazione di crescita siamo arrivati ad una situazione di stabilità, con spazio per fare ancora meglio”.

Mototurismo in Basilicata: Le Dolomiti Lucane in moto

Otto lunghi ed interminabili mesi sono finalmente passati… non ho più scritto sul blog perchè sono mancate le possibilità, la voglia, la fantasia, la concentrazione per nuovi articoli….insomma è stato un periodo un po’ buio dal punto di vista motociclistico (personale) dovuto a varie ragioni ed eventi che non sto qui a spiegare.

Ma finalmente ho ritrovato le risorse economiche ed ho fatto risistemare al meglio la mia amata Zingara: kit trasmissione nuovo di zecca, tagliando completo, sistemazione di alcuni problemini meccanici e finalmente la moto è pronta a ripartire.

Ho approfittato di quest’ultimo fine luglio per prendere una settimana di vacanza da trascorrere in Campania, dai miei genitori: erano due anni che non ci scendevo in moto!!! Alla faccia!!! D’altronde la scorsa estate l’ho passata interamente a casa, a causa della rottura del malleolo accorso a Clara che, poverina, ha dovuto subire un intervento chirurgico e l’ingessatura per tutto luglio ed agosto.

Non ho pianificato alcun itinerario particolare, poiché mi sarei adeguato giorno dopo giorno in base alla voglia di uscire in moto. E la voglia, c’era. E tanta.

Sfiga vuole che proprio durante la settimana trascorsa dai miei, era previsto il passaggio di una breve ma intensa perturbazione sul sud Italia. Controllo il meteo il giorno prima e noto che c’è un “buco” di calma dal mattino, fino alle 17 del pomeriggio circa: perfetto! Destinazione Dolomiti Lucane!!!

Mi sveglio all’alba, preparo la moto con il minimo necessario, faccio il pieno e dico ai miei genitori di non aspettarmi per pranzo (le alici fresche possono essere fritte anche stasera!).

Imbocco l’autostrada in direzione di Reggio Calabria e poi devio verso Potenza. Il cielo è coperto e l’asfalto umido in più punti mi fa pensare che stanotte ha piovuto in Basilicata. Supero Potenza ed imbocco la Strada Statale in direzione di Metaponto. E’ all’uscita di Calciano che inizia il vero e proprio itinerario in moto lungo le strade del Parco Regionale delle Piccole Dolomiti Lucane.

Calciano, come quasi tutti i paesi in quest’area, è arroccato in cima ad una collina. Sotto di esso sono ben visibili i ruderi dell’antico paese, con alcuni ingressi scavati direttamente nella roccia in tufo. Una stretta strada di penetrazione agricola ma comunque asfaltata, mi conduce fino a Garaguso dove imbocco la SS277 che mi consente di arrampicarmi verso Oliveto Lucano dalla cui vegetazione che ricopre il colle dove sorge il paese, è facile intuire l’origine del suo nome.

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Raggiungo il più vivace centro cittadino di Accettura, molto famosa per la festa del Maggio che si svolge nel periodo di Pentecoste. Dopo aver fatto rifornimento riprendo l’itinerario ed imbocco la stretta ma gradevole Strada Provinciale di Pietrapertosa che mi consente di attraversare la bellissima e verde foresta di Montepiano. Finalmente un po’ di fresco da godere viaggiando piano, molto piano, sotto l’ombra di alberi alti e rigogliosi. Dopo aver scollinato, il panorama di apre improvvisamente su un’ampia vallata circondata da montagne verdi e rocciose.

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Pochi chilometri ancora (questa volta però sotto il sole) ed ecco apparire Pietrapertosa a ridosso delle rocce che costituiscono parte delle Dolomiti Lucane. Bella e caratteristica, anche se quel gruppo di palazzine moderne all’ingresso del paese sono un pugno in un occhio….ma basta avvicinarsi al centro abitato per lasciarsele alle spalle e godersi le piccole case immerse in un contesto paesaggistico davvero unico.

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Mi fermo per scattare qualche foto e noto che molti sono i turisti stranieri in visita, ma pochi quelli italiani…

Il caldo si fa sentire e qualche nuvola nera inizia a vedersi all’orizzonte: le previsioni meteo parlano di precipitazioni temporalesche a partire dalle 16.30-17. E’ ora di pranzo e decido di spostarmi a Campomaggiore. Da Pietrapertosa scendo lungo la statale tra curve e tornanti che si aprono su un panorama bellissimo affacciato alle Dolomiti Lucane, ed ogni volta che volgo lo sguardo vorrei fermarmi per scattare una foto da ogni angolazione. Sono costretto a rinunciare ala visita di Castelmezzano poiché la strada che conduce al paese è accessibile per i soli residenti.

Giungo a Campomaggiore dopo aver affrontato numerosi tornanti in salita, il cui numero riportato in ogni curva non segue correttamente un preciso ordine, e mi fermo a pranzo presso l’ippoturismo “La Fattoria del Conte”, dove consumo un delizioso pranzo.

Dopo mangiato, come da programma, visito i caratteristici ruderi di Campomaggiore Vecchio, situati a pochi chilometri di distanza dall’attuale cittadina.

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Ecco qualche gocciolina di pioggia che inizia a cadere dal cielo. Avrei voluto fermarmi ancora un altro pochino, e visitare più località nelle vicinanze, ma non sono in viaggio….ed è ora di tornare….

Usare la moto in inverno: Come scegliere i pneumatici giusti

Siamo ormai a fine agosto, iniziano ad intravedersi le prime nuvole all’orizzonte e le giornate cominciano ad accorciarsi: l’estate è quasi finita e con essa molti motociclisti pensano a godersi le ultime pieghe prima di riporre la moto nei garage per il letargo invernale. Ciò che più “spaventa” il motociclista durante la stagione fredda tanto da fargli rinunciare alle uscite in moto, sono principalmente due fattori: le temperature rigide e l’aderenza dei pneumatici sull’asfalto. Se per il primo basta procurarsi intimo tecnico ed abbigliamento adeguato (di questo potremo parlarne in un altro articolo), per il secondo il discorso è un po’ più complesso e “tecnico”: la scelta dei pneumatici giusti è fondamentale per godersi ogni metro di strada in tutta sicurezza anche in condizioni di asfalto non ottimali e persino in presenza di pioggia o, ancora peggio, neve.

Fermo restando che la prudenza deve essere sempre in prima linea, dobbiamo innanzitutto prendere in considerazione le condizioni climatiche medie della zona in cui viviamo e delle aree che saranno interessate ai nostri tour in moto: piove molto? E’ possibile la formazione di ghiaccio? E’ una zona soggetta a poca pioggia ma comunque umida tanto da rendere viscido l’asfalto? Ci potrebbe essere neve? Il disegno dello pneumatico, le sue scanalature ed i tasselli, non sono solo una questione “estetica”: è grazie alla loro posizione ed andatura che l’acqua viene drenata migliorando sensibilmente la tenuta di strada della moto. Su un pneumatico, più sono le scanalature (soprattutto se riportate anche all’interno dei tasselli) e migliore è l’aderenza sul bagnato. In inverno infatti non dobbiamo pretendere il miglior grip sull’asfalto per le pieghe “estreme”, bensì la migliore aderenza in presenza di pioggia, sia nell’affrontare una curva che in frenata.

Sempre più spesso si sente parlare di pneumatici termici anche per moto: essi sono costituiti da una speciale mescola in grado di mantenere le caratteristiche di aderenza anche a temperature molto basse. Alcune case stanno sempre più sviluppando pneumatici in grado di mantenere buone doti motociclistiche in presenza di fango e neve, facilmente identificabili con la sigla “M+S” (mood + snow = fango + neve). Se fino a qualche anno fa queste coperture non possedevano l’omologazione necessaria per la circolazione su strada, oggi il discorso sta cambiando, in particolar modo per quanto riguarda gli scooter e le moto maxi-enduro. Pur essendo questi pneumatici prettamente invernali, possono comunque essere utilizzati anche durante le altre stagioni (io stesso ne faccio uso sulla mia vecchia Africa Twin in inverno come in piena estate).

La normativa italiana non obbliga le moto a montare queste particolari tipologie di coperture, mentre le leggi di altri paesi europei lo prevedono eccome (basti pensare alla Germania, dove tra l’altro si svolge il più famoso raduno invernale a fine gennaio: l’Elefantentreffen).

Detto ciò, non mi rimane che consigliarvi di acquistare pneumatici per moto online e godervi la vostra dueruote anche nella stagione invernale che, vi posso garantire, nasconde sensazioni uniche tutte da scoprire!

LAMPS!!!!

 

 

 

Dove Mangiare: Ippoturismo La Fattoria del Conte

Durante l’itinerario in moto lungo le strade delle Dolomiti Lucane, sono arrivato a Campomaggiore all’ora di pranzo e mi sono fermato in questo ristorante per mangiare.

I locali sono arredati in modo molto semplice, quasi casalingo, come casalinga (e molto buona) è anche la cucina. Tra le varie proposte ho scelto le orecchiette con funghi porcini e tartufo nero (tipico di queste zone) saporite ed abbondanti, ma ero combattuto anche sull’altro piatto proposto: orecchiette con peperone crusco e ricotta salata di pecora. Successivamente, anche grazie al consiglio di chi mi ha servito al tavolo, ho preso un antipasto misto della casa, dove ho apprezzato moltissimo le patate con il peperone crusco, mentre gli affettati non sembravano fatti in casa. Per finire una fetta di torta ricotta e pistacchio prodotta da una pasticceria di Salerno, molto buona!

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Il tutto accompagnato da un quartino di vino della casa, per l’abbordabilissima cifra di 16€, caffè compreso….cosa avrei potuto chiedere di meglio???? Personale gentile e molto alla mano, cucina casalinga, prezzi modici. Sicuramente da provare!

Visitato nel mese di luglio 2016

Ippoturismo La Fattoria del Conte
C.da S.Antonio, Campomaggiore
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Mototurismo in Campania: Sui Monti Picentini, fino al Lago Laceno

Stamattina mi sono svegliato sereno: è il secondo giorno che sono qui dai miei ed ho voglia di relax, sotto tutti i punti di vista…anche motociclistico. Fermo restando che voglio pranzare a casa per stare più tempo possibile con i “vecchi”, decido di uscire in moto rimanendo comunque in zona. Obiettivo: Lago Laceno, dove non sono mai stato.

Abbigliamento motociclistico molto “soft” per contrastare almeno in parte il caldo di questo fine luglio, senza però trascurare la sicurezza.

Arrivo a Giffoni, dove in questi giorni si sta svolgendo l’omonimo Film Festival, ed infatti l’area del paese dedicata all’evento è gremita di gente, soprattutto ragazzi. Imbocco la stretta e tortuosa provinciale che mi consente di inoltrarmi nel Parco Regionale dei Monti Picentini: erano parecchi anni che non percorrevo questa strada ed un suo peggioramento è ben evidente: buche ed avvallamenti, massi di varie dimensioni caduti dal costone roccioso che sovrasta il manto stradale in mezzo alla carreggiata, cespugli selvatici che inglobano l’asfalto in più punti. Sicuramente scenografica ed “avventurosa”, ma anche pericolosa e quindi da percorrere a ritmo tranquillo.

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Il panorama che si gode da qui però, ripaga dell’impegno alla guida. Inizia la discesa e con essa anche i boschi di castagni che mi accompagnano costantemente fino alle pendici del Monte Terminio.

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Da qui inizia la salita quasi sempre immerso nella gradevole e fresca ombra degli alberi. All’arrivo in cima mi attende un esteso prato dove pascolano molti capi di bovini che ho anche incontrato sporadicamente lungo la strada.

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Giungo a Montella. Da qui proseguo per Bagnoli Irpino, inserito nel circuito delle città del tartufo e famosa anche per il Pecorino Bagnolese (Presidio Slow Food) e la Castagna di Montella IGP. Una serie di tornanti in forte pendenza (sfruttati in varie occasioni per gare ciclistiche amatoriali e più volte inseriti nelle tappe del Giro d’Italia) mi conducono fino al Lago Laceno, circondato da montagne e boschi verdi e rigogliosi. Ahimè del lago vero e proprio rimane davvero poco, in quanto il terremoto del 1980 provocò delle crepe al fondale e l’acqua si perse quasi del tutto nel sottosuolo. Ciò nonostante vale la pena arrivare fin qua su per godere del panorama e, perchè no, mangiare in uno dei ristorantini o programmare passeggiate nel bosco.

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Da Bagnoli Irpino imbocco la SP143 in direzione di Acerno: asfalto messo molto, molto male e quindi da percorrere con attenzione. Fortunatamente la successiva SS164 è davvero un parco giochi per le nostre dueruote e prosegue così fino a Montecorvino Rovella.

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Da qui sono pochi ancora i chilometri per casa: sicuramente le pentole sono già sul fuoco…il pranzo preparato da mia madre mi aspetta!!!