Archivi categoria: Agriturismo

Dove Mangiare: Ippoturismo La Fattoria del Conte

Durante l’itinerario in moto lungo le strade delle Dolomiti Lucane, sono arrivato a Campomaggiore all’ora di pranzo e mi sono fermato in questo ristorante per mangiare.

I locali sono arredati in modo molto semplice, quasi casalingo, come casalinga (e molto buona) è anche la cucina. Tra le varie proposte ho scelto le orecchiette con funghi porcini e tartufo nero (tipico di queste zone) saporite ed abbondanti, ma ero combattuto anche sull’altro piatto proposto: orecchiette con peperone crusco e ricotta salata di pecora. Successivamente, anche grazie al consiglio di chi mi ha servito al tavolo, ho preso un antipasto misto della casa, dove ho apprezzato moltissimo le patate con il peperone crusco, mentre gli affettati non sembravano fatti in casa. Per finire una fetta di torta ricotta e pistacchio prodotta da una pasticceria di Salerno, molto buona!

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Il tutto accompagnato da un quartino di vino della casa, per l’abbordabilissima cifra di 16€, caffè compreso….cosa avrei potuto chiedere di meglio???? Personale gentile e molto alla mano, cucina casalinga, prezzi modici. Sicuramente da provare!

Visitato nel mese di luglio 2016

Ippoturismo La Fattoria del Conte
C.da S.Antonio, Campomaggiore
3479115608

Dove Mangiare e Dove Dormire: Kol Villi – Theth (Albania)

Theth, questo piccolo villaggio sperduto tra le montagne dell’Albania, è méta di molti escursionisti e viaggiatori che vogliono entrare in contatto diretto con una famiglia albanese. Kol Villi, così come le altre guesthouse nell’area, consente proprio di vivere questa esperienza. Gente umile, semplice, disponibile e cortese che mi ha accolto quasi fossi uno di famiglia. Niente lusso: bagni in comune, camere senza comodità se non quella di un letto per dormire, un capanno dove la padrona di casa cucina, il camino acceso, ed il calore di questa meravigliosa famiglia composta da quattro persone ed un piccolo gattino. Si dorme ascoltando i campanacci delle capre che pascolano tutt’intorno alla casa, con un panorama nella valle di Theth meraviglioso. Cibo semplice ma casalingo come il pane fatto in casa dalla moglie, il miele della zona, i formaggi prodotti dal marito, le conserve ed il latte di capra appena munto. Insomma, le parole non bastano per descrivere le sensazioni che si provano con un’esperienza davvero unica nel suo genere.

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Il tutto con l’equivalente di 25€ che comprende una notte, cena e colazione, entrambi abbondanti e molto, molto gustose!

Kol Villi – Theth (Albania)

Dove Mangiare: Ristoro Niala – Ussassai (OG)

Immerso nelle verdissime montagne d’Ogliastra, deviando dalla meravigliosa SS198 che sembra creata apposta per le due ruote, sorge l’agriturismo Ristoro Su Ponti ‘E Irtzioni, meglio conosciuto come Ristoro Niala (così è anche indicato sui cartelli stradali). La struttura in pietra è immersa nel verde dei boschi attraversati da una delle antiche linee ferroviarie dove sferraglia ancora il Trenino Verde. I tavoli sono disposti in lunge file parallele sotto una tettoia, al fresco, circondata da vetrate. All’esterno, un capanno adibito alla grigliata dove al nostro arrivo, erano “schironati” i maialetti sistemati ad arrostire.

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Il menù, fisso e tipico della maggior parte degli agriturismi che si trovano in Sardegna, prevede antipasti misti (saporitissimi!!!) composti da pecorino, olive, ed ottimi salumi fatti in casa quali guanciale, pancetta (quest’ultima era straordinaria), prosciutto e salsiccia secca.

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I primi piatti consistono in malloreddus fatti in casa con il sugo e culurgionis.

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Pecora in cappotto e maialetto arrosto compongono le seconde portare ed infine amaretti e pardule accompagnate da caffè, mirto e filu e ferru.

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I sapori sono eccezionali, i prodotti genuini, il posto tranquillo ed immerso nei boschi, ed infine il personale è gentilissimo e disponibile a qualsiasi richiesta… cos’altro chiedere? Ah, il conto! 28€ a persona per un rapporto qualità/prezzo più che ottimo! Le porzioni di ogni piatto sono abbondanti e, volendo, il bis non manca mai.

Un solo appunto: gli amici che erano con me, non sono rimasti molto entusiasti dei culurgionis che, seppur definendoli buoni li hanno subito paragonati a quelli che faceva la vecchia zia Maria ormai deceduta ed all’epoca residente nella vicina Ulassai (altro bel paese tipico ogliastrino). Io e Clara invece, li abbiamo trovati davvero deliziosi! E’ da dire che non esiste una ricetta unica dei culurgionis: ogni paese ha la sua, e può cambiare persino tra le varie famiglie di uno stesso paese. C’è chi utilizza più o meno aglio, chi inserisce o no la mentuccia…

Che altro dire: il Ristoro Niala è un luogo da prendere sicuramente in considerazione per la sosta pranzo qui in Ogliastra!

Visitato a giugno 2014

Ristoro Su Ponti ‘E Irtzioni – Niala
Loc. Niala – Ussassai (OG)
Tel: 078255721 – 3335299017 – 3397111528

Dove mangiare: Badu e Fonne

Ad Ovodda, nel cuore della Sardegna, è presente questo bellissimo e tranquillo agriturismo. Ad accogliervi sarà Alessandro con la moglie, pronti a farvi compagnia nella grande sala ben arredata con oggetti anticamente utilizzati nel vita agricola quotidiana, mentre nel grande camino è infilzato un maialetto nel girarrosto.
L’ambiente è gradevole, familiare e l’ampio spazio verde all’esterno rilassante. Al lato della struttura è presente un giardino piantumato e ben curato, con tavoli e sedie in pietra, al centro del quale è stata costruita una “pinnetta” utilizzata per varie occasioni. I piatti sono a base di prodotti locali, in particolare gli ottimi latticini provengono dal vicino caseificio, gli squisiti salumi ed i sottoli sono prodotti dalle mani dei padroni di casa… e non mancheranno le specialità del posto come i “pizzuddos”. Le porzioni abbondanti e la cordialità con la quale si è accolti, faranno venire la voglia di ritornarci più volte. Badu e Fonne ha a disposizione anche 3 camere da letto per la notte, e la colazione del mattino è fatta con marmellate prodotte in casa e latte di vacca appena munto! Possibilità di escursioni a cavallo o trekking. Inoltre è un ottimo campo base per percorrere bellissime strade e scoprire meravigliosi scorci della Barbagia per noi amanti del mototurismo.
Ci sono stato 2 volte: la prima in occasione del weekend trascorso con mio cognato Marcello ed altri due amici a bordo dei quad lo scorso dicembre; la seconda volta con tutta la famiglia in occasione delle ultime abbondanti nevicate… entrambe le volte sono rimasto soddisfattissimo, con il plauso di tutta la famiglia. Ho promesso a mia moglie che ci torneremo per trascorrere un weekend in primavera, a base di escursioni ed ottime mangiate!

Badu ‘e Fonne
Località Badu ‘e Fonne 7 – Ovodda (NU)
Tel.: 078454103 – 3472545272

03-04.12.2011: In quad tra i monti della Barbagia

In una fresca mattina di dicembre, una BMW nuova di zecca sfreccia sulla SS131 in direzione di Nuoro. Il portabagagli è pieno: 4 caschi conservati nelle rispettive custodie devono solo essere indossati da me, Marcello, Maurizio ed Efisio. Questa volta non ci sono moto ma i loro cugini che, pur avendo il manubrio, viaggiano su 4 ruote.
Giungiamo a Gavoi alle 14 circa e ad attenderci con i quad parcheggiati l’uno in fila all’altro c’è Luca, responsabile di TerraMitica che sarà il nostro accompagnatore per questi due giorni che si preannunciano emozionanti, divertenti ed indimenticabili.
Ci vestiamo dell’occorrente per proteggerci dal freddo, carichiamo le borse sui portapacchi, piccolo briefing per capire come un quad e finalmente si parte!
Io cavalco uno Scrambler 500 4×4 (ma lo userò sempre in  modalità 2×4), mentre Efisio, Marcello e Maurizio un Polaris 330 2×4.
I primi chilometri percorsi sull’asfalto mi lasciano un pò perplesso: capisco subito che bisogna completamente cancellare le dinamiche di guida sia della macchina che della moto. Il quad è un mezzo a sè stante e necessita di un pò di tempo per capire come guidarlo in scioltezza.
Il primo, facile sterrato lo percorriamo tranquillamente a velocità molto ridotta perchè questa è la prima esperienza per tutti noi. Io sono reduce da solo asfalto, Marcello, Efisio e Maurizio hanno fatto anche cross in passato.

Nel primo tratto di sconnesso lo scrambler mi ha fregato e quasi finivo contro una rete. Per fortuna recupero subito e mi rimetto in carreggiata: braccia solide per contrastare gli sbandamenti dell’anteriore e gas aperto per superare i tratti più impegnativi sono il segreto per cavalcare un mezzo del genere.

Ci tuffiamo in stradine sperdute tra i monti che accolgono Gavoi, Tiana, Ovodda. Le piante di corbezzolo piene dei frutti omonimi ci fanno compagnia ai lati delle mulattiere, spesso troviamo funghi spuntati al centro della carreggiata e la terra smossa dai cinghiali in cerca di tuberi. La terra è umida in alcuni tratti, più asciutta in altri ma mai polverosa.
Il sole è basso all’orizzonte e sparisce pian piano dietro le montagne. Nel frattempo giungiamo alle sponde del lago Cucchinadorza. Una tranquillità indescrivibile avvolge questo luogo e di tanto in tanto un pesce salta sul pelo dell’acqua. La temperatura si è abbassata ed il fresco penetra nelle ossa.

Ci copriamo con quello che abbiamo disponibile e ripartiamo. Dopo un altro tratto di sterrato molto facile da percorrere, riprendiamo l’asfalto per giungere poco dopo ad Ovodda. Ci fermiamo in un bar e consumiamo caffè e thé caldi. Nel frattempo si è fatto buio e la prossima méta è l’agriturismo “Badu ‘e Fonne” che ha prenotato Luca.
Veniamo accolti da Antonello e sua moglie che ci aspettano davanti un camino immenso. Appesi al muro tanti oggetti antichi usati nel quotidiano di una volta, comprese varie “leppe” dalla lama quasi consumata, tanto sono state affilate nel corso degli anni! Come trave portante della volta del camino, c’è un tronco di castagno piegato a formare un arco di circonferenza. La proprietaria è seduta su uno sgabello fatto di strati di sughero, all’interno della bocca del camino. Poco dopo viene messo mezzo maialetto a cuocere su uno spiedo ai cui supporti ha due crick d’auto che ne permettono la regolazione in altezza.

Tra una chiacchiera ed un’altra consumiamo pian piano due bottiglie di ottimo vino locale. Marcello sale a farsi una doccia, io rimando a dopo questo piacevole appuntamento per sentirmi ancora dentro la bellissima esperienza fangosa vissuta nelle ore precedenti. Il maialetto inizia a gocciolare e la cotenna a colorarsi di ambra.

Sono le 20 ed il tavolo per la cena è pronto. Ci viene servito un vassoio con salsiccia secca, prosciutto ed un ottima pancetta con l’indistinguibile aroma di cannella: è così che Alessandro la aromatizza. Seguono poi un abbondante porzione di raviolini di patate, il maialetto che poco prima girava sul fuoco accompagnato da finocchi, ed infine il pizzudos che Maurizio non mangia tutto e l’altra sua metà la versa nel mio piatto… giusto perchè non mi piace mangiare!
La serata termina davanti il camino con limoncello e un filueferru che non ricordo di averne mai assaggiati di così forti!
Antonello, la moglie e Luca ci lasciano da soli in agriturismo e l’appuntamento è per domani mattina alle 8 per la colazione ed alle 8.45 per la partenza.

La notte trascorre al calduccio sotto le coperte e la sveglia per me suona alle 07.00. Mi lavo con la finestra aperta che affaccia sulle stalle delle mucche per respirare l’aria fresca del primo mattino…quanto mi piace tutto questo!

Fuori piove ed ogni tanto spira qualche intensa raffica di vento. Efisio si da il buongiorno con un goccio dell’acquavite lasciata sul tavolo la sera precedente. Per colazione ci aspettano delle pastine con ripieno di marmellata fatte dalla padrona, un barattolo di marmellata di mele cotogne ed uno di marmellata di pesca, susine e banana fatte in casa e poi una piacevole ed inaspettata sorpresa: il latte fresco appena munto, bollito, con lo strato di panna in superficie… ne ho bevute due ottime tazze strapiene! Avevo voglia di berne ancora, ma avrebbe significato esagerare.
Montiamo le valigie, indossiamo i caschi e partiamo. Maurizio è un pochino in crisi visto il tempo, ma bastano pochi chilometri per fargli passare tutto! Oggi mi sento carico e molto più sicuro di ieri. Ho capito come guidare un quad ed ho subito appreso i piccoli accorgimenti e segreti per godersi questo formidabile mezzo a quattro ruote.

E’ un mezzo che sembra avere poca ripresa, ed invece è inarrestabile sulle pendenze dove sfodera i muscoli nascosti. Il primo tratto è in discesa e per superarlo bisogna gestire bene i pesi, il freno ed il gas. Scendiamo tranquilli valutando bene dove far scorrere le ruote. Luca ricordava quel tratto molto più difficile e tecnico, ma le pioggie dello scorso anno hanno modificato il fondo migliorandolo lievemente.
Dopo un tratto tranquillo dove ci sfoghiamo con qualche bella derapata in uscita di curva, comincia una mulattiera in salita, dal fondo pietroso e molto disconnesso. I quad salgono l’uno dietro l’altro, i canaloni e le grosse pietre fanno ballare il quattroruotetassellato e le botte ai polsi e dietro la schiena si fanno sentire. L’anteriore sbanda spesso sulle disconnessioni, ma basta avere ben salde le braccia sul manubrio ed essere pronti a contrastare le traiettorie non volute.

Arriviamo in cima e ci troviamo dentro una coltre di nebbia. Entriamo nella foresta demaniale gestita dal CFS, ed infatti le strade, seppur rimanendo sterrate e fangose, sono tranquille. Mi diverto sempre di più cercando di centrare ogni pozzanghera, alzo la visiera del mio Nolan e più mi schizza fango in faccia, tanto più mi sento realizzato! Penso che semmai dovessi vincere “Turista per sempre” trascorrerei il tempo in giro per il mondo proprio in questo modo, ma con Clara come passeggero!
L’acqua continua a scendere ininterrottamente dal cielo. Purtroppo le nuvole che ci circondano e spesso sono alla nostre stessa altitudine, non ci consentono di apprezzare il panorama se non per brevi e rari momenti. Scendiamo sul lago di Gusana e attraversiamo la diga del Taloro dove sotto di noi si estende una gola fatta di rocce, antico letto del fiume ormai sbarrato.
Sono completamente zuppo e l’acqua ha invaso persino i miei boxer. Sto vivendo attimi incredibili: è la prima volta che provo la guida sullo sterrato e mi piace da impazzire.

Un ultimo caffè e poi il tratto finale di puro godimento! Uno sterrato fatto di avvallamenti, guadi con l’acqua ai piedi, pozzanghere… abbiamo dato gas per il rush finale dove ci siamo divertiti da impazzire. Uno dietro l’altro assecondiamo i movimenti del quad correggendo le traiettorie con derapate e sgasate. Mi guardo negli specchietti retrovisori ed ho il volto schizzato di fango, la tuta ancora peggio. Arriviamo sull’asfalto per l’ultima volta. ed in fila indiana torniamo al campo base, a Gavoi, dove solo ieri abbiamo dato inizio a questa bellissima ed intensa esperienza che ci siamo promessi di ripetere al più presto.