Archivi categoria: Guide

Usare la moto in inverno: Come scegliere i pneumatici giusti

Siamo ormai a fine agosto, iniziano ad intravedersi le prime nuvole all’orizzonte e le giornate cominciano ad accorciarsi: l’estate è quasi finita e con essa molti motociclisti pensano a godersi le ultime pieghe prima di riporre la moto nei garage per il letargo invernale. Ciò che più “spaventa” il motociclista durante la stagione fredda tanto da fargli rinunciare alle uscite in moto, sono principalmente due fattori: le temperature rigide e l’aderenza dei pneumatici sull’asfalto. Se per il primo basta procurarsi intimo tecnico ed abbigliamento adeguato (di questo potremo parlarne in un altro articolo), per il secondo il discorso è un po’ più complesso e “tecnico”: la scelta dei pneumatici giusti è fondamentale per godersi ogni metro di strada in tutta sicurezza anche in condizioni di asfalto non ottimali e persino in presenza di pioggia o, ancora peggio, neve.

Fermo restando che la prudenza deve essere sempre in prima linea, dobbiamo innanzitutto prendere in considerazione le condizioni climatiche medie della zona in cui viviamo e delle aree che saranno interessate ai nostri tour in moto: piove molto? E’ possibile la formazione di ghiaccio? E’ una zona soggetta a poca pioggia ma comunque umida tanto da rendere viscido l’asfalto? Ci potrebbe essere neve? Il disegno dello pneumatico, le sue scanalature ed i tasselli, non sono solo una questione “estetica”: è grazie alla loro posizione ed andatura che l’acqua viene drenata migliorando sensibilmente la tenuta di strada della moto. Su un pneumatico, più sono le scanalature (soprattutto se riportate anche all’interno dei tasselli) e migliore è l’aderenza sul bagnato. In inverno infatti non dobbiamo pretendere il miglior grip sull’asfalto per le pieghe “estreme”, bensì la migliore aderenza in presenza di pioggia, sia nell’affrontare una curva che in frenata.

Sempre più spesso si sente parlare di pneumatici termici anche per moto: essi sono costituiti da una speciale mescola in grado di mantenere le caratteristiche di aderenza anche a temperature molto basse. Alcune case stanno sempre più sviluppando pneumatici in grado di mantenere buone doti motociclistiche in presenza di fango e neve, facilmente identificabili con la sigla “M+S” (mood + snow = fango + neve). Se fino a qualche anno fa queste coperture non possedevano l’omologazione necessaria per la circolazione su strada, oggi il discorso sta cambiando, in particolar modo per quanto riguarda gli scooter e le moto maxi-enduro. Pur essendo questi pneumatici prettamente invernali, possono comunque essere utilizzati anche durante le altre stagioni (io stesso ne faccio uso sulla mia vecchia Africa Twin in inverno come in piena estate).

La normativa italiana non obbliga le moto a montare queste particolari tipologie di coperture, mentre le leggi di altri paesi europei lo prevedono eccome (basti pensare alla Germania, dove tra l’altro si svolge il più famoso raduno invernale a fine gennaio: l’Elefantentreffen).

Detto ciò, non mi rimane che consigliarvi di acquistare pneumatici per moto online e godervi la vostra dueruote anche nella stagione invernale che, vi posso garantire, nasconde sensazioni uniche tutte da scoprire!

LAMPS!!!!

 

 

 

Libri & Co.: Costa Azzurra e Liguria in moto – Fabrizio Bruno

Fresco fresco di stampa (l’ho acquistato il giorno stesso della messa in vendita, ma ho ritardato nella recensione a causa di impegni familiari), ecco l’ultimo lavoro di Fabrizio Bruno.

In questo volume vengono dettagliatamente descritti gli itinerari in moto a cavallo tra il sud-est della Francia (la Costa Azzurra) e la Liguria tra passi alpini, belle strade statali, panorami stupendi ed eventuali intrattenimenti che possono completare un weekend in moto od un breve e rilassante viaggio alle porte di casa. Ogni itinerario è corredato dagli utili dati tecnici (chilometraggio totale, tempo di percorrenza indicativo, ecc.) ed informazioni sui luoghi e sulle maggiori attrazioni turistiche da visitare anche parcheggiando la nostra moto.

La descrizione degli itinerari è lineare, precisa nelle deviazioni e nei panorami che si potranno incontrare (l’ho potuto riscontrare in base ai ricordi che ho avendo percorso alcune di quelle strade negli anni passati, sia durante la Transalpina 2011, che durante il weekend trascorso tra Piemonte e Liguria in occasione dello Speedy Blogger Day promosso dalla LeoVince) e gradevole, tanto da far venir voglia di salire in sella alla propria moto e partire immediatamente!

Ho apprezzato molto la decisione di voler pubblicare anche l’itinerario sulla più impegnativa “Via del Sale” (l’unico che presenta tratti in fuoristrada) che spero un giorno di percorrere!

Belle ed esaurienti fotografie (scattate anche da Rosanna Satta, che ringrazio per avermi segnalato questo volume) accompagnano le pagine di questa guida, che consiglio a qualunque appassionato di mototurismo (e non solo) di tenere tra i ripiani della propria biblioteca, pronta ad essere presa come spunto per percorrere queste bellissime strade.

Fonte: Amazon.it

Fonte: Amazon.it

GPS: Accortezze e considerazioni da seguire per creare un itinerario in moto con Garmin BaseCamp – 1

Durante il mio viaggio in Albania, ho potuto constatare come alcuni piccoli “errori” dovuti all’inesperienza nell’utilizzo sia dell’Etrex 30 che del software Garmin BaseCamp, non mi hanno consentito di utilizzare al 100% le varie funzionalità.

L’ho detto già dal primo capitolo: questo è un percorso didattico che sto facendo da solo ed un po’ alla volta e che ho deciso di condividere con coloro che leggeranno gli articoli di questa rubrica dedicata alla navigazione GPS in moto.

Per poter utilizzare appieno le funzionalità del nostro GPS (in questo caso è il Garmin Etrex 30 che possiedo, ma le funzioni principali che a noi motociclisti servono, sono pressappoco le stesse anche per altri sistemi), è necessario conoscere bene il dispositivo ed il software che ci consente di creare i nostri itinerari in moto.

Quando ho pianificato il viaggio in Albania, ho suddiviso l’intero itinerario in varie parti per poi convertirle in “tracce” da esportare sul GPS. Un primo errore l’ho fatto proprio in questo momento: non ho considerato le “potenzialità” del Garmin Etrex 30. In particolare, è necessario sapere qual è il limite massimo di dati che il software del GPS riesce a memorizzare. Non sto parlando solo di memoria fisica, che per maggior parte dei dispositivi è possibile ampliare mediante schede SD e simili, ma di capacità di memorizzazione dei dati intrinseca del sistema operativo che gestisce il GPS.

Se apriamo il sito web del produttore (nel mio caso Garmin), precisamente nella pagina dedicata all’Etrex 30, nella scheda “Specifiche” sono riportati tutti i dati del GPS in questione, che spesso vengono trascurati da chi è alle prime armi. Quando ho creato le mie tracce, ho trascurato un importantissimo aspetto: il track log, ovvero la capacità massima del dispositivo nel memorizzare le tracce e tutte le informazioni ad esse correlate. Al momento dell’acquisto del GPS ho considerato anche questo aspetto, ma l’errore è stato trascurarlo nel momento in cui ho creato le tracce.

Specifiche 2

In totale, l’intero viaggio in Albania in moto, l’ho sviluppato in 9 itinerari, convertiti poi in altrettante tracce. Tutte andavano bene e sono state lette dal GPS in maniera corretta, tranne una: quella che da Shkoder mi doveva portare a Gijrokaster. Infatti, quando mi sono trovato in Albania ed ho selezionato sul GPS questa traccia, mi sono reso conto che non era completa. Avendo comunque la mappa cartacea (e che come già ripetuto molte volte non può essere mai sostituita da un GPS!), non ho avuto difficoltà a trovare la strada ed ho subito intuito l’origine del problema: i punti memorizzabili per ogni traccia. L’Etrex 30 può memorizzare al massimo 200 tracce e 10.000 punti per traccia. Voglio ricordare che i punti a cui mi riferisco, non sono quelli che creiamo noi sulla mappa (i c.d. waypoint), ma sono i punti che crea in automatico il software o il GPS per delineare la traccia sulla mappa digitale. Pertanto, la cosa migliore da fare è quella di controllare sul software BaseCamp, quanti punti sono stati creati ed eventualmente suddividere la traccia in modo che ognuna non presenti più di 10.000 punti. Ecco come fare.

Fermo restando che abbiamo già creato il percorso su BaseCamp, se clicchiamo con il mouse due volte vediamo aprirsi la finestra di riepilogo. Nella cartella “Proprietà“, notiamo che i punti, in questo caso, sono 38: questi sono i punti che abbiamo indicato noi durante la creazione del percorso.

Specifiche 4

Specifiche 5

Ora, per consentire al GPS di indicarci la strada, dobbiamo convertire il “percorso” in “traccia”, cliccando con il tasto destro del mouse sul percorso e selezionando “crea traccia da percorso selezionato“.

Specifiche 6

A questo punto se apriamo la finestra di riepilogo della traccia (come per il percorso, cliccando due volte sulla traccia stessa) notiamo che nella cartella “Proprietà” i punti sono 19580. Ecco perchè in Albania, selezionando la traccia mi sono trovato con metà percorso visualizzato sul GPS… semplicemente avevo caricato una traccia con un numero di punti maggiore di quelli supportati dal GPS (che per l’Etrex 30 sono 10000).

Specifiche 7

Per ovviare a questo problema, consiglio di controllare bene ogni traccia creata prima di caricarla sul GPS. Nel caso in cui si dovesse presentare un problema del genere, anzichè ricostruire il percorso o cancellare i punti in eccesso, è possibile suddividere la traccia creata in più parti. Ecco come.

Dalla finestra di riepilogo, selezioniamo i primi 9999 punti cliccando sul primo e poi sul 9999° tenendo premuto il tasto shift sulla tastiera (quello della maiuscola per intenderci).

Specifiche 8

Tasto destro del mouse sulla zona delle tracce selezionate e “taglia“. Volendo possiamo cambiare il nome nell’apposita riga e chiudiamo la finestra.

Specifiche 9

Clicchiamo ora con il tasto destro del mouse sulla stessa traccia e selezioniamo “duplica“. Verrà creata una copia della traccia.

Specifiche 10

Clicchiamo due volte sulla copia della traccia per aprire la finestra di riepilogo, clicchiamo con il tasto destro del mouse nell’area dove sono elencati i punti e scegliamo “incolla“. Aspettiamo che i punti vengano “incollati” nell’elenco ed eliminiamo quindi tutti i punti dal 10000 alla fine. Abbiamo appena sdoppiato una traccia con 19000 e più punti in due tracce che il nostro GPS potrà leggere senza problemi.

Specifiche 11

Specifiche 12

E’ ovvio che per rendere più comprensibile il nome delle tracce, possiamo modificarne il nome per renderne l’identificazione più semplice.
Per concludere, consiglio sempre di creare itinerari brevi, sia per evitare il problema di trovarsi con tracce aventi un numero maggiore di punti rispetto a quelli supportati dal GPS, ma anche per evitare l’eccesso di dati che il dispositivo deve gestire e che posso comportare un rallentamento del sistema.

 

Libri & Co.: Gli itinerari in moto più belli d’Italia by DueRuote

Questo mese in edicola, allegata al mensile DueRuote, un’interessante guida agli itinerari in moto più belli d’Italia…. che logicamente non poteva mancare nella mia motobiblioteca!

DSC_0002 (3)

Appena acquistata, ho aspettato di rientrare a casa per sfogliarmela con calma e verificare soprattutto l’attendibilità con le strade da me percorse negli anni addietro, in Italia e soprattutto in Sardegna.

Mi è piaciuta, molto, molto, molto, anche perché alla fine sono stati inseriti degli itinerari (anche se pochi) da percorrere in off-road, oltre a quelli interregionali, che attraversano cioè varie regioni del nostro stivale.

Abbastanza dettagliate le cartine di ogni itinerario ed i roadbook allegati. L’unica nota “negativa” è che i ristoranti inseriti (in collaborazione con la rivista “Il cucchiaio d’argento”), e parlo di quelli che personalmente conosco o dei quali ho sentito parlare, non sono per tutte le tasche, ma d’altronde è già indicato sulla copertina della guida che si tratta delle eccellenze gastronomiche secondo la già citata rivista gastronomica. Ma questo non è un problema, perché per strada si trovano eventuali alternative alla portata di tutti…. e noi motociclisti siamo bravi a scovarle!!!

DSC_0003 (3)

DSC_0004 (2)

Per concludere, consiglio vivamente l’acquisto sia come valido ausilio per percorrere belle strade seguendo le indicazioni riportate, sia come base di partenza per creare itinerari “personalizzati” .

 

Libri & Co.: Valichi stradali d’Italia

Ogni buon motociclista affamato di curve è sempre alla ricerca di strade che portano in vetta, e più si sale di quota più si sente la sensazione di aver realizzato qualcosa di importante. L’Italia ha il grosso vantaggio di possedere entro i propri confini l’arco alpino e quello appenninico, nonchè altre catene montuose alte e spettacolari. Inoltre non c’è necessità di intraprendere chissà quale viaggio per raggiungere e superare almeno i 1000 metri di altitudine. Dopo numerose ricerche, ho acquistato questo catalogo, di stampa un pò vecchiotta (2001) ma comunque valido per andare alla ricerca dei 4000 tra valichi e passi italiani. Un libro ben strutturato, poichè suddiviso per regione, per ordine alfabetico e per quota in modo da agevolare la ricerca di una determinata méta. Nel catalogo sono riportati anche i passi alpini che ricadono nel territorio francese, svizzero, austriaco e sloveno.

L’unica pecca è quella che per localizzare un determinato passo, abbiamo bisogno dell’Atlante Stradale d’Italia del Touring Club Italiano (quello suddiviso per Nord, Centro e Sud)… magari sarebbe stato meglio inserire le coordinate geografiche in modo da rendere la ricerca universale. Un comodo coordinatometro a corredo, agevola però il posizionamento del punto di interesse sulla carta geografica.

Libri & Co.: 100 strade da moto in Italia

Tiziana Crimella, giornalista che mensilmente scrive sulla rivista “DueRuote”, ha pubblicato questa simpatica ed utile guida che riporta 100 tra i più belli itinerari da percorrere in Italia a bordo di una moto. E’ risaputo che da nord a sud il nostro paese è ricco di attrazioni turistiche, specialità gastronomiche e, grazie alla particolare conformazione geologica, di strade perfette per la moto, tanto da attirare ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo! Ebbene, questa guida può essere utilizzata come base di partenza per costruire un viaggio vero e proprio sullo stivale o semplicemente per trascorrere un semplice weekend mototuristico. Di ogni percorso, suddiviso per regione, vengono indicati i dati tecnici (difficoltà, lunghezza, ecc.) e le cose più importanti da vedere.

Libri & Co.: Guida completa al reportage di viaggio

Si sa, la National Geographic ci mostra luoghi di ogni angolo del mondo con fotografie da lasciare a bocca aperta. Questa guida fornisce le indicazioni necessarie per imparare a scattare le foto durante un viaggio: inquadrature, attimi fuggenti, attrezzature, ecc. sono gli argomenti trattati. E’ una guida rivolta a chi già ha dimestichezza con i concetti base e la terminologia della fotografia, dove si spigano tanti piccoli trucchetti che all’occorrenza potranno essere utili. Io la sto leggendo proprio in questi giorni e la trovo molto interessante, consigliandola a chi come me vorrebbe approfondire l’argomento.

Pianificare un viaggio in moto: work in progress

Due settimane fa circa ho aperto la nuova pagina intitolata “Pianificare un viaggio in moto” pensando che di lì a pochi giorni avrei pubblicato i primi post su come organizzare se stessi e la moto per affrontare un viaggio in moto. Ed invece… credevo che qualche paginetta sarebbe bastata a riepilogare il tutto, ma mi sto rendendo conto che scrivo, scrivo, scrivo e non finisco mai!
Cavolo come mi sta appassionando!
Non mi ritengo un espertissimo di viaggi in moto, anzi, ma mi fa piacere condividere le mie esperienze con chi magari si approccia per la prima volta a questo mondo. Infatti questa piccola guida che presto andrò a pubblicare, sarà rivolta ad un pubblico di “novizi” poichè i consigli riportati saranno ben lontani da quelli utili per i viaggi intercontinentali.
Una cosa è certa: se si trascorrono più giorni consecutivi su due ruote, un minimo di organizzazione e consigli sono indispensabili… oltre a qualche piccolo suggerimento e trucchetto che ho imparato con il tempo a farlo diventare routine per godere appieno di un viaggio su due ruote!
Non mi resta da dire altro che ci “rileggeremo” presto sulle pagine di questo blog!