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Mototurismo in Campania: Sui Monti Picentini, fino al Lago Laceno

Stamattina mi sono svegliato sereno: è il secondo giorno che sono qui dai miei ed ho voglia di relax, sotto tutti i punti di vista…anche motociclistico. Fermo restando che voglio pranzare a casa per stare più tempo possibile con i “vecchi”, decido di uscire in moto rimanendo comunque in zona. Obiettivo: Lago Laceno, dove non sono mai stato.

Abbigliamento motociclistico molto “soft” per contrastare almeno in parte il caldo di questo fine luglio, senza però trascurare la sicurezza.

Arrivo a Giffoni, dove in questi giorni si sta svolgendo l’omonimo Film Festival, ed infatti l’area del paese dedicata all’evento è gremita di gente, soprattutto ragazzi. Imbocco la stretta e tortuosa provinciale che mi consente di inoltrarmi nel Parco Regionale dei Monti Picentini: erano parecchi anni che non percorrevo questa strada ed un suo peggioramento è ben evidente: buche ed avvallamenti, massi di varie dimensioni caduti dal costone roccioso che sovrasta il manto stradale in mezzo alla carreggiata, cespugli selvatici che inglobano l’asfalto in più punti. Sicuramente scenografica ed “avventurosa”, ma anche pericolosa e quindi da percorrere a ritmo tranquillo.

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Il panorama che si gode da qui però, ripaga dell’impegno alla guida. Inizia la discesa e con essa anche i boschi di castagni che mi accompagnano costantemente fino alle pendici del Monte Terminio.

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Da qui inizia la salita quasi sempre immerso nella gradevole e fresca ombra degli alberi. All’arrivo in cima mi attende un esteso prato dove pascolano molti capi di bovini che ho anche incontrato sporadicamente lungo la strada.

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Giungo a Montella. Da qui proseguo per Bagnoli Irpino, inserito nel circuito delle città del tartufo e famosa anche per il Pecorino Bagnolese (Presidio Slow Food) e la Castagna di Montella IGP. Una serie di tornanti in forte pendenza (sfruttati in varie occasioni per gare ciclistiche amatoriali e più volte inseriti nelle tappe del Giro d’Italia) mi conducono fino al Lago Laceno, circondato da montagne e boschi verdi e rigogliosi. Ahimè del lago vero e proprio rimane davvero poco, in quanto il terremoto del 1980 provocò delle crepe al fondale e l’acqua si perse quasi del tutto nel sottosuolo. Ciò nonostante vale la pena arrivare fin qua su per godere del panorama e, perchè no, mangiare in uno dei ristorantini o programmare passeggiate nel bosco.

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Da Bagnoli Irpino imbocco la SP143 in direzione di Acerno: asfalto messo molto, molto male e quindi da percorrere con attenzione. Fortunatamente la successiva SS164 è davvero un parco giochi per le nostre dueruote e prosegue così fino a Montecorvino Rovella.

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Da qui sono pochi ancora i chilometri per casa: sicuramente le pentole sono già sul fuoco…il pranzo preparato da mia madre mi aspetta!!!

Passi e Valichi in Sardegna: Arcu e Tidu – 430 m.s.l.m.

L’Arcu e Tidu si trova sul primo tratto, meglio noto come “Campu omu” della SS125 “Orientale Sarda” che collega Cagliari al Nord Sardegna sulla costa est. Il passo, ben segnalato, è riconoscibile poiché posto al bivio che conduce al piccolo paese di Burcei. Non esistono strutture ricettive né tantomeno distributori di carburanti se non all’inizio del tratto tuttecurve (bar-ristorante) ed alla località San Priamo (bar-ristorante, albergo e distributore di carburante) che rappresenta anche la fine della Campuomu.

Il passo di raggiunge:

  • Percorrendo la SS125, provenendo da Quartu Sant’Elena e seguendo le indicazioni per Muravera, o viceversa.

Da segnalare la presenza di moltissimi motociclisti che spesso scambiano questo tratto di strada per una pista (evitare soprattutto le prime ore pomeridiane del sabato e l’intera domenica) e la presenza di veicoli lenti in salita, soprattutto in direzione Quartu Sant’Elena-Muravera.

Bosnia Erzegovina 2013: 24-25.04- Da Cittadella a Livorno, ed infine il rientro a Cagliari

Uno splendido sole e l’aria mite accompagnano il risveglio di questa mattina che segna l’inizio del viaggio di rientro verso casa. Anche se il traghetto salperà alle 21 di stasera, parto da Cittadella presto sia perchè Marcello e Giulia avevano già preso i loro impegni, sia perchè volevo percorrere strade interne per raggiungere Livorno.

Faccio il pieno ed il trasferimento fino a Bologna è tranquillo e rilassante. Approfitto di questa occasione per ripassare nella mente i momenti più belli vissuti in questi ultimi giorni di viaggio: ne avrò di cose da raccontare a chiunque fosse curioso di sapere com’è andato il mio viaggio…. e soprattutto avrò materiale sufficiente per stilare dei bei resoconti delle giornate che potrà leggere chiunque si colleghi al mio blog.

E’ sulla A13 che festeggio i 50.000 km della Mula con una bella foto-ricordo: cacchio, quanta strada abbiamo fatto insieme in questi 3 anni e mezzo… e soprattutto quante esperienze ed emozioni di viaggio!

A Bologna lascio l’autostrada e decido di percorrere la famosa SP65 “Futa” che mi consentirà di valicare l’omonimo passo ed anche quello, ugualmente famoso, della Raticosa.

Devo essere sincero? E’ una strada famosa che consente di attraversare due passi famosi, ma tutta questa gloria io non ce la vedo… Se solo l’asfalto fosse migliore, sarebbe una strada sicuramente da non farsela scappare perchè comunque le curve hanno un bell’andamento, ma nelle condizioni in cui l’ho trovata è davvero pietosa!

Se poi vogliamo parlare del panorama, allora qualche scorcio interessante lo si trova, ma per il resto niente di che.

Attraverso l’appennino tosco-romagnolo e raggiungo le porte di Firenze dove, come al mio solito, combino un casino per trovare la strada giusta che mi porti lontano dalla città. Raggiungo Lastra a Signa e poi Montelupo Fiorentino. Conosco una trattoria qui vicino, ma vorrei fermarmi a pranzare da qualche altra parte. Mi immergo nelle dolci campagne toscane che, devo essere sincero, un pò mi mancano (ho vissuto 4 anni tra la provincia di Siena e quella di Grosseto), fino a raggiungere Montespertoli. Da qui, tra vigneti, casali ed abeti, raggiungo Castelfiorentino quando ormai sono superate le 13.

Vedo due signori in bicicletta davanti ad un’abitazione pronti per uscire e mi fermo per chiedere consigli su dove pranzare. Mi indicano, poco più avanti nella piazza principale, il ristorante “Da Carlo”. Mi fido e ci vado. Più che ristorante è un fast food-self service dove si scelgono le pietanze al bancone e ci si siede ai tavoli. E’ vero che si spende poco in confronto al prezzo, è anche vero che si trovano piatti tipici toscani e che comunque la scelta varia anche sulla rosticceria, ma la qualità delle pietanze non è poi così eccellente, a meno che uno non si accontenti di un “mordi e fuggi” a pranzo per poi eventualmente recuperare a cena.

La temperatura si è notevolmente alzata e dopo pranzo mi avvio in direzione di Livorno. Sono parecchio in anticipo rispetto all’orario di partenza, così faccio qualche passo nel centro cittadino e ne approfitto per comprare una vaschetta di fragole e una confezione di kinder fetta a latte (mi piacciono da morire!) per cena. Imbarco la moto ed un addetto alle manovre mi chiede se faccio parte di quel gruppo di motociclisti che stavano aspettando. Rispondo che io viaggio in solitaria e per curiosità chiedo maggiori informazioni: c’è un raduno a Orosei per questo ponte del 25 aprile ed è previsto l’arrivo di oltre 100 moto!!!

Prima della partenza infatti, il ponte di riempie si gente con tute e caschi: io rientro, loro partono.

Le ultime ore della giornata volano in compagnia del casino di gente che c’è nei bar e nelle altre sale del traghetto. Riesco comunque a dormire tranquillamente sulla stessa poltroncina che avevo occupato all’andata e la mattina la Sardegna ci accoglie con nuvoloni neri ed un forte vento che aumenta di intensità man mano che il traghetto si avvicina alla costa.

Quando scendo al ponte garage per lo sbarco, la Mula è circontata da un centinaio di moto, prettamente BMW R 1200 GS Adv., ma non mancano Multistrada, Transalp, R1200RT, F800 e molte altre. Prima di uscire dalla pancia della Mega Express attendo circa mezz’ora. Lascio Golfo Aranci con qualche goccia di acqua che bagna la visiera e la moto. Il cielo è nero ed il vento forte. Faccio il pieno carburante e mi dirigo subito in direzione Cagliari, arrivo ad Abbasanta e, scendendo verso sud, il vento proveniente da sud-est è di una forza assurda, tant’è che per contrastare le scuotimento del casco ho le spalle ed il collo che mi fanno davvero male. La moto viaggia obliqua e le raffiche improvvise la fanno spostare pericolosamente da una corsia all’altra.

Finalmente sono a Quartu Sant’Elena, pieno di gioia per il viaggio che ho affrontato e perchè tra poco rivedrò nuovamente Clara. Il contachilometri indica 3800km di emozioni, ricordi, esperienze, riflessioni. Giro alla rotonda della Basilica di Sant’Elena, un rettilineo, giro a destra, poi a sinistra. Supero lo stop ed ancora a sinistra sgasando anzichè suonare il clacson. Sono sotto casa, ruoto la chiave nel quadro ed il borbottio del quattro cilindri si ammutolisce improvvisamente. Un sottile sibilo ed i ticchettii provenienti dal motore sembrano un ansimare della Mula che finalmente può godersi il meritato riposo.

Mia moglie si affaccia accogliendomi felice… con quel suo sorriso che tanto mi mancava…


Visualizza Cittadella-Livorno in una mappa di dimensioni maggiori

 

Passi e Valichi in Sardegna: Arcu Genna Bogai – 549 m.s.l.m.

Il passo Arcu Genna Bogai si trova sulla SS126, nota anche come “Sant’Angelo”, dove ogni anno si svolge una famosa cronoscalata. E’ uno dei pochi passi in Sardegna segnalati da un cartello turistico, e comunque è facilmente individuabile alla fine della salita piena di curve, provenendo sia da Iglesias che da Fluminimaggiore. Da segnalare la possibile presenza di bestiame e di sterco sul manto stradale. Il passo non è fornito di servizi ricettivi, né tantomeno di distributori di carburante, ma le località più prossime (Iglesias e Fluminimaggiore) non sono molto distanti. L’Arcu Genna Bogai si raggiunge:

  • Percorrendo la SS126, provenendo da Iglesias e seguendo le indicazioni per Fluminimaggiore, o viceversa.

 

Passi e Valichi in Sardegna: Passo Punta Gurturgius – 827 m.s.l.m.

Su un versante del Montalbo, corre un tratto della Strada Provinciale 3, selvaggia e dal panorama verso nord davvero suggestivo. Oltretutto il Montalbo è un rilievo dolomitico e per certi aspetti sembra di non essere in territorio sardo. Il passo non è segnalato, ed in effetti non esiste uno scollinamento vero e proprio in quanto la strada per un lungo tratto è costantemente alla quota del passo stesso.

Il passo Punta Gurturgius si raggiunge:

  • provenendo da Lula in direzione di Siniscola-Lodè, percorrendo la SP3;
  • provenendo da Siniscola ed imboccando la SP3 in direzione di Torpè. Giunti al bivio della Cantoniera di Sant’Anna, svoltare a sinistra in direzione Lula;
  • provenendo da Torpè o Lodè (l’una in direzione opposta dell’altra), giungere al bivio seguendo le  indicazioni per “Siniscola – Cantoniera Guzzurra”. Alla Cantoniera Sant’Anna, proseguire a destra in direzione Lula.

Nei pressi del passo c’è un bar-ristorante “Guzzurra” ricavato dalla ristrutturazione della vecchia cantoniera omonima, dove è possibile anche pranzare.

Passi e Valichi in Sardegna: Arcu Guddetorgiu – 1121 m.s.l.m.

Il passo Guddetorgiu è uno dei passi più alti della Sardegna, ciò nonostante è poco conosciuto poiché la strada per raggiungerlo non è in buone condizioni. Il primo tratto è asfaltato ma sporco di terriccio, fogliame e resti di ricci di castagna caduti dagli alberi che confinano con la carreggiata. Giunge poi un tratto dove sono presenti dei lavori in corso e la strada quindi risulta chiusa al traffico da un cartello di divieto di transito, ma non essendo sbarrata è comunque percorribile stando però molto attenti. Il secondo tratto è sterrato con fondo stradale fatto di sabbia a grana grossa, generalmente utilizzata per formare la base dei manti asfaltati. E’ quindi compatta e percorribile senza particolari difficoltà. Diverso è il discorso per l’ultimo tratto, composto da un fondo di terra argillosa e melmosa che diventa fango molto scivoloso in caso di piogge e, a causa del passaggio di fuoristrada o altri mezzi, si creano dei profondi canali dove l’anteriore tende ad infilarsi con conseguente perdita completa di aderenza. La strada è più adatta alle enduro/maxi-enduro che potrebbero trovarsi comunque in difficoltà con pneumatici stradali. Se proprio qualcuno è intenzionato a raggiungere questo passo, deve tenere ben presente le condizioni della strada, specie nell’ultimo tratto. Le intenzioni delle amministrazioni locali, credo siano quelle di ampliare la strada ed asfaltarla completamente (speriamo!).

Il passo Guddetorgiu si raggiunge:

  • percorrendo la SS295, dopo il Valico Sa Casa, giungendo alle porte di Aritzo all’incrocio con la SP8: imboccare la strada che indica “Passo Tascusì”;
  • Provenendo da Gadoni sulla SP8, giungendo al medesimo incrocio e proseguendo per le stesse indicazioni;
  • Provenendo da Aritzo sulla SS295 giungendo al medesimo incrocio e proseguendo per le stesse indicazioni.

Attenzione agli animali allo stato brado (tra cui anche cinghiali). Il passo non è segnalato e non ci sono strutture ricettive o distributori se non nelle vicine Aritzo e Desulo.

Passi e Valichi in Sardegna: Genna su Ludu – 852 m.s.l.m.

Il passo Genna Su Ludu è raggiungibile percorrendo la SP13 che attraversa paesaggi bellissimi, dove le impressionanti pale del parco eolico creano un atmosfera particolare. Il passo non è segnalato ma è facilmente riconoscibile laddove termina la salita fatta di bellissime curve e di fronte a noi si apre lo spettacolare scenario dei Tacchi di Ogliastra.

Si raggiunge provenendo da Perdasdefogu in direzione di Jerzu – Ulassai e viceversa.

Nei pressi è sito l’albergo ristorante “Rifugio d’Ogliastra” e sono presenti distributori di carburante solo  nelle vicine località di Perdasdefogu e Jerzu.

 

Passi e Valichi in Sardegna: Genna Silana – 1017 m.s.l.m.

Per me, il passo situato sulla strada più entusiasmante di tutta la Sardegna. Chiunque guida una moto non può farsi scappare questo paradiso! Strada perfetta, curve incredibili e panorami mozzafiato, tra i quali quello che offre la Gola Su Gorropu. Si raggiunge:

  • Percorrendo la SS125 “Orientale Sarda” provenendo da Arbatax-Lotzorai in direzione di Dorgali e viceversa;
  • Provenendo da Urzulei, sulla SP37 e poi proseguire per Dorgali.

Sul passo, ben individuabile dal cartello turistico e dalla casa cantoniera ormai abbandonata, è presente un bar ed un albergo-ristorante, ma potrebbero essere chiusi fuori stagione.

Nonostante l’asfalto in ottime condizioni, attenzione alla presenza di animali allo stato brado (cavalli, maiali, ovini, capre e quant’altro) e, in alcuni tratti, alle pietre cadute dai costoni rocciosi a ridosso della strada.

Provenendo da Lotzorai, prima di arrivare al passo di Genna Silana, si affrontano altri cinque passi non facilmente individuabili in quanto non segnalati: il Passo Genna Arramene, a pochi chilometri dopo il bivio per Triei ed a seguire il Passo Coggina (724 m.s.l.m.), il Passo Genna Scalas (666 m.s.l.m.), il Passo Genna Sarbene (764 m.s.l.m.) posti tra il bivio per Triei e quello per Urzulei, ed infine il Passo Genna Cruxi (906 m.s.l.m.) oltrepassato il bivio per Urzulei.

Passi e Valichi in Sardegna: Valico Sa Casa – 1040 m.s.l.m.

Il Valico Sa Casa è posto su una delle strade più belle da percorrere in moto in Sardegna. Nei dintorni c’è davvero l’imbarazzo nella scelta dell’itinerario da percorrere per affrontare questa bellissima libidine di curve e raggiungere il valico. Esso è ben segnalato da un cartello turistico con sfondo marrone, in entrambi i sensi di marcia. Si trova sulla SS295 e si raggiunge:

  • Provenendo da Laconi sulla SS128, oltrepassata la Cantoniera Ortuabis, svoltando per Aritzo – Belvì;
  • Provenendo da Aritzo o Lanusei-Seulo-Gadoni, proseguendo per Laconi-Isili

La strada è sempre in ottime condizioni lungo tutto il tratto, tranne in inverno dove è possibile la presenza di neve o ghiaccio. All’inizio della primavera attenzione al sale steso sul manto stradale (per evitare la formazione di ghiaccio nei mesi precedenti) che potrebbe essere sdrucciolevole. Non sono presenti bar o altri punti ristoro grazie alla vicinanza con i paesi limitrofi.

Passi e Valichi in Sardegna: S’Isca de sa Mela – 917 m.s.l.m.

E’ uno di quei passi che non può assolutamente perdere il mototurista che intende percorrere le strade di Sardegna, anche perché siamo lungo la SS128 “Centrale Sarda” caratterizzata da asfalto ottimo, panorami spettacolari ed un’infinità di bellissime curve. Il passo si raggiunge:

  • provenendo da Sorgono in direzione Tonara, percorrendo la SS128;
  • provenendo da Tonara, si continua lungo la SS295 e, giunti al bivio con la SS128, si svolta a sinistra in direzione di Sorgono-Atzara.

L’asfalto è in ottime condizioni in entrambi i sensi di marcia e le numerose curve rendono la guida godibile e divertente. Giunti al passo non esistono punti di ristoro o distributori di carburante, ma i paesi prossimi ad esso non sono distanti. Il passo è segnalato da un apposito segnale turistico in entrambi i sensi di marcia.