La Mula

Era un pomeriggio d’inizio estate quando entrai nel concessionario dove generalmente portavo la mia Z750 a tagliandare. Rimasi di stucco quando la vidi lì, parcheggiata in vetrina… lucida, immensa, ma soprattutto bella. La guardai da tutti i lati, ci girai intorno più volte e dissi a me stesso: “la mia moto del futuro”. L’avrei comprata quando mi sarei stancato di guidare la Zetina, quando sarei stato disponibile a viaggiare in moto… magari un po’ più avanti negli anni.

A luglio partì per il mio primo viaggio in moto in Toscana e più percorrevo chilometri tanto più sentivo il bisogno e la voglia di viaggiare. Le strade di Sardegna iniziavano a diventare piccole…

Tornai a casa e nei giorni a venire non facevo altro che navigare tra i vari siti recuperando quante più opinioni ed impressioni possibili sul 1400GTR. Leggevo solo commenti positivi e caratteristiche della moto combacianti con le mie nuove esigenze. Andai nuovamente al concessionario ma nel frattempo il modello che avevano esposto era stato venduto. Feci ugualmente stilare un preventivo e dettai io le condizioni di vendita facendomi valutare la Zetina. Dopo una giornata di ripensamento da parte del concessionario, il pomeriggio successivo ero a firmare il contratto ed il finanziamento che dopo 15 giorni circa mi avrebbero permesso di salire in sella alla mia futura compagna di viaggi.

Quando la ritirai nell’ottobre 2008 sentii subito un feeling particolare nella guida, provandola prima in città, poi tra le curve di strade vicino a Cagliari: perfetta! E più la guidavo tanto più non avevo voglia di spegnerla.

Nel maggio 2009 la prima prova di lunga percorrenza: Cagliari – Olbia – Civitavecchia – Salerno. La moto perfetta per viaggiare, con una capacità di carico notevole, ed un assetto incredibilmente stabile e comodo per macinare centinaia di chilometri senza staccare il culo dalla sella.

Nell’agosto seguente il viaggio itinerante in Corsica insieme a Clara, in tenda.

Trascorreva il tempo ed i chilometri e mi rendevo conto che ancora non l’avevo battezzata con un nome proprio… ogni motociclista chiama la propria moto con un nome che la contraddistingue dalla massa. Nel 2010 arriva il matrimonio ed il viaggio di nozze in Austria. Tornammo da Vienna percorrendo 980 km circa in un solo giorno, carichi di souvenirs presi durante le tappe in Austria (wrustel e formaggi vari, boccali di birra, un berretto tirolese, una ghirlanda natalizia). Giungemmo a Livorno per riprendere il traghetto e tornare a casa. Ero seduto sulla banchina in attesa dell’imbarco e la osservavo carica come non mai, sporca, disordinata…. vissuta! E, non so perchè, mi venne in mente all’improvviso un ricordo di quand’ero piccolo: al paese dei miei nonni spesso si vedevano le carovane di muli legati l’uno all’altro che, carichi sul dorso si avviavano verso la montagna con ciò che serviva per il lavoro degli agricoltori e la sera ritornavano ancora più carichi con i sacchi del raccolto o i fasci di legna per il fuoco. Fu in quel momento che mi venne in mentre il nome con il quale battezzarla: La Mula.

3 pensieri su “La Mula

  1. Bella storia…
    L’inizio di una storia con la propria moto andrebbe sempre raccontata.
    Sembra sempre di raccontare una storia d’amore. Cosa che poi non è così lontana dalla realtà…
    Sembra un po’ la storia di me ed Amelia
    Amelia… chi è costei?
    Amelia è la mia compagna fidata di tanta strada. Colei che buona buona sente i miei mugugni più o meno sommessi, quella che mi aspetta tutte le mattine e che saluto ogni volta che la lascio. Lei mi strizza l’occhio con la sua voce inconfondibile ed io contraccambio. Lei è quella che mi concede qualche sprazzo di felicità e che le basta poco per vedermi sorridere. Ma anche colei che mi vede più scuro… Sappiamo come prenderci a vicenda. Lei ha le sue esigenze, poche a dir la verità, ed io le mie. Diciamo che ci compensiamo. Ormai ci conosciamo da un bel po’ e ci basta niente per farci felici reciprocamente.
    Com’è nato il nostro idillio? Diciamo un po’ per caso.
    Avevo una storia precedente che tra alti e bassi, tira e molla, lascia riprendi, scivoloni, ruzzoloni, corse al mare e scampagnate in collina, mi tiravo dietro da una decina d’anni.
    Con l’altra ormai era la classica minestra riscaldata.. prevedibile lei, stanco io di pretendere o aspettarmi cose che tanto non mi avrebbe mai concesso….
    Un incidente di percorso e poi la decisione. Basta diamoci un taglio!
    Inizialmente avevo pensato di ricominciare con una si della sua (di Amelia) classe, oserei dire segmento, ma anche navigata, di esperienza. Cercavo una con la quale affrontare anche i percorsi più impervi di questa nostra vita quotidiana ma anche imprevedibile. L’avrei accolta anche se non fossi stato il primo, anche se avesse già fatto tanta strada. Sapevo che non avrei potuto aspirare a molto di più.
    Poi invece il colpo di fulmine. L’ho vista in tutta la sua imponenza. In tutta la sua maestosità. Scura ma non tetra. Sicura di se ma non altezzosa. E’ bastato che i nostri sguardi si incrociassero per far scattare quella scintilla. Amelia, un po’ fata un po’ fattucchiera, strega ammaliatrice.
    Con qualche sacrificio e molto impegno sono riuscito a farla mia. Che emozione la prima uscita! Anche se non mi si filava nessuno sembrava che tutti mi guardassero in giro con lei, che tutti me la invidiassero. Ovviamente era solo l’orgoglio della nuova conquista che mi faceva pensare tutto questo. E’ bastato pochissimo per intendere che con lei ci vuole quel poco di polso che serve un po’ per far capire chi è che deve indicare la strada da percorrere… E’ una che dà grandi soddisfazioni. Ora dopo un bel po’ trascorso insieme, un paio di scivoloni (devo ammettere per una sovrastima delle mie possibilità) siamo in piena sintonia.
    Con il sole dietro le spalle e tanta strada da percorrere insieme….
    Un saluto a tutti
    P.S. Lei, Amelia, è la mia Honda Transalp 700
    L’altra era la Honda Foresight 250

    http://ioeamelia.blogspot.it/2012/01/io-e-amelia-chiacchierate-semi-serie.html

  2. Semplicemente splendida. Io sono uno scooterista per caso… ma la tentazione di passare da un maxiscooter ad una moto “seria” è tanta. Noto che gli scooteristi, ossia quelli che sono in sella a “pezzi di plastica” , sono considerati bikers di serie B.. ma in fondo credo che siano sempre le due ruote a farti assaporare la libertà e sensazioni impagabili, due ruote di una grossa moto come di un piu’ modesto scooterone. Vivo a Cagliari e sogno un viaggio sul mio maxi.. che, ora che ci pensop, non ha ancora un nome… Complimenti per la Mula.
    RL

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