Pianificare un viaggio in moto: Creazione ed allestimento dell’itinerario



Selezionati tutti i punti di interesse sulla cartina, non ci resta che scegliere le strade per collegarli tra loro. Personalmente preferisco il viaggio itinerante, ovvero ogni giorno cambio alloggio, zona, ecc., ma c’è anche chi preferisce stabilire un “campo base” fisso ed effettuare giri in moto ad anello, con partenza ed arrivo nello stesso punto.


Il viaggio itinerante


Come anticipato è la versione che preferisco, poichè con il passare dei giorni si cambia tutto in continuazione, in modo da rendere il viaggio più “vissuto”. Questa impostazione, in linea di massima non prevede la prenotazione degli alloggi per la notte, a meno che non si decide già a priori quali siano le località di sosta notturna. In questo modo se da un lato si ha la certezza di trovare un letto per la notte, dall’altro si pone un limite al chilometraggio giornaliero, ed anche un piccolo inconveniente può portare ansia nel raggiungere l’obiettivo. Devo essere sincero, non prenoto mai nulla poiché non ho mai avuto problemi nel trovare un posto per dormire. Che sia un campeggio, un B&B o un albergo, un letto lo si trova sempre. E’ ovvio che più si arriva tardi, più c’è

il rischio di dover girare diverse strutture prima di trovare disponibilità. Il mio limite di orario generalmente è le 17-18, e lì dove mi trovo decido di fermarmi. Ricordo ad esempio il giorno di ferragosto a Saint Florent in Corsica, quando con mia moglie arrivammo alle 19.30 in cerca di un campeggio: tutto pieno in città, con le tende ammassate l’una sull’altra… ma a pochi chilometri di distanza ce n’era uno quasi vuoto!

Il tipo di viaggio itinerante prevede quindi le soste notturne in località sempre differenti. Ciò consente di scoprire il territorio giorno dopo giorno, cambiando completamente zona geografica. Capita spesso che in una nazione, tra una regione e l’altra, sono netti i cambiamenti nei costumi delle genti, nello stile architettonico delle case e dei monumenti, ecc.. Ed il bello di un viaggio in moto è meravigliarsi proprio di questo.


L’itinerario quindi sarà pensato con tappe che si susseguono le une alle altre. La prima operazione da fare è quindi, stabilito il chilometraggio medio giornaliero, verificare quale potrebbe essere ipoteticamente la località di arrivo serale per quella tappa e segnarsi gli alloggi nelle vicinanze in modo da avere più o meno un’idea di dove andare a “bussare”. Stessa tecnica per ristoranti, pub e quant’altro possa intrattenere le nostre serate (sempre che non siamo già abbastanza stanchi da volere a tutti i costi un letto!).

Il viaggio con base fissa

Questa tipologia di viaggio prevede la partenza e l’arrivo in un unico punto, quindi si prenoterà un’unica struttura dove trascorrere la notte. Ciò ha pro e contro: se da un lato soggiornare, ad esempio, una settimana in un unico albergo vuol dire avere la certezza dell’alloggio notturno, usufruire di eventuali pacchetti sconto, non stressarsi nel trovare un posto per dormire dopo aver viaggiato per centinaia di chilometri, dall’altro lato si deve mettere in conto che, le aree geografiche visitabili saranno ridotte. Infatti l’itinerario in questo caso sarà “a margherita” dove ogni tappa rappresenta un petalo, e quindi nel chilometraggio giornaliero bisogna prevedere l’andata ed il ritorno. Se ad esempio si prevedono di percorrere 250km al giorno, questi andranno divisi per due e cioè bisogna scegliere un itinerario di 125km circa per l’andata ed uno di 125km circa per il ritorno.
E’ inutile dire che i calcoli precisi sono ridicoli in questo contesto, ma è una cosa comunque da tenere in mente.

Una volta scelta la tipologia di viaggio che si intende affrontare bisogna quindi collegare, come già detto ad inizio paragrafo, le varie località scelte, l’una con l’altra. Per fare ciò, anche qui c’è l’imbarazzo della scelta. Le strade andranno selezionate a seconda del tipo di mototurista che ognuno di noi è. Nel senso che, se ci si diverte tra le curve si sceglieranno strade di questa tipologia, mentre se si vogliono visitare solo le località più interessanti, mettendo da parte il piacere della guida tra le curve e le si vuole raggiungere nel più breve tempo possibile, allora si sceglieranno strade a scorrimento veloce o persino autostrade.

Personalmente usufruisco di queste ultime solo per raggiungere il punto di inizio della prima tappa o per rientrare a casa, mentre per il resto le evito sempre.  In generale cerco di non percorrere mai la stessa strada e di proseguire anche se sono costretto a fare un percorso a zigzag. E’ vero che i chilometri vengono aumentati, ma durante i miei viaggi ho imparato che ogni strada, anche quella apparentemente più insignificante, può nascondere bellissime sorprese.

Analizzate bene le strade e sceglietele in base sia alle vostre abilità di guida che alla tipologia della moto. In questo contesto può venire incontro qualche software o sito che permette la visione satellitare dei dettagli stradali. Segnate i punti critici, quali deviazioni,incroci, stradine isolate che spesso corrono parallele alle grosse arterie e di conseguenza non vengono nemmeno segnate sulle mappe. Vi consiglio di verificare le tappe più volte in giorni diversi prima di delineare definitivamente l’itinerario: noterete strade o luoghi “appetitosi” che prima vi erano sfuggiti.


Bene, a questo punto, una volta creato l’itinerario, aprite completamente la cartina e guardatela bene: è comprensibile o gli appunti che avete riportato la fanno sembrare simile ad un campo di battaglia? I caratteri con i quali sono riportate le indicazioni, sono facilmente leggibili o siete costretti a fermarvi per controllare bene le indicazioni? Io preferisco perdere mezza giornata in più, ma affiancare alla cartina un piccolo fascicoletto  dove ogni pagina riporta un tratto di itinerario lungo 20-30 km  e sulla quale riporto a mano le indicazioni presenti sulla cartina ed altre da aggiungere eventualmente dopo, quando farò una lettura finale delle guide turistiche. Come faccio a creare il fascicoletto, vi chiederete? Ci sono varie possibilità: esiste un software chiamato “Motorrad Tourenplaner” purtroppo fermo all’edizione 2008-2009 che permette di scegliere il punto iniziale, il punto finale, i punti da visitare ed automaticamente li collega creando da solo l’itinerario. Un software eccezionale, ma con un’unica pecca: è totalmente in tedesco!

Altra possibilità è quella di usufruire dei siti online come Viamichelin, Google Maps, Open Street Map. Alcuni consentono la stampa diretta, con altri invece si applicano i metodi più “grezzi” del copincolla della schermata su un file word. Il fascicoletto verrà poi rilegato, pinzato o semplicemente messo in una copertina trasparente portadocumenti.

4 pensieri su “Pianificare un viaggio in moto: Creazione ed allestimento dell’itinerario

  1. Grazie per le “dritte” che dai sul tuo sito. Sto, appunto, pianificando una vacanza in Sardegna con due amici e le moto e per una quindicina di giorni girelleremo sulle tue strade… un po’ itinerando e un po’ “a margherita” con ritorno a dormire la sera nel punto di partenza. E sto facendo appunto come indichi tu. Solo che uso le carte stradali scannerizzate in copisteria per riportarci i percorsi e le cose da vedere: così le trovo a colpo d’occhio… e alla fine le posso mettere a disposizione di tutti sul sito web in formato pdf da scaricare. In attesa che tutti si possano permettere un navigatore che legga i file klm o gpx.
    Un saluto
    Antonio

    1. Grazie mille Antonio per aver apprezzato gli articoli del mio blog….mi raccomando, se ti servono ulteriori informazioni che magari i miei articoli non riportano, non esitare a contattarmi…magari ci metterò qualche giorno a risponderti, ma sicuramente lo farò 😉

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