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Dove Mangiare: Ippoturismo La Fattoria del Conte

Durante l’itinerario in moto lungo le strade delle Dolomiti Lucane, sono arrivato a Campomaggiore all’ora di pranzo e mi sono fermato in questo ristorante per mangiare.

I locali sono arredati in modo molto semplice, quasi casalingo, come casalinga (e molto buona) è anche la cucina. Tra le varie proposte ho scelto le orecchiette con funghi porcini e tartufo nero (tipico di queste zone) saporite ed abbondanti, ma ero combattuto anche sull’altro piatto proposto: orecchiette con peperone crusco e ricotta salata di pecora. Successivamente, anche grazie al consiglio di chi mi ha servito al tavolo, ho preso un antipasto misto della casa, dove ho apprezzato moltissimo le patate con il peperone crusco, mentre gli affettati non sembravano fatti in casa. Per finire una fetta di torta ricotta e pistacchio prodotta da una pasticceria di Salerno, molto buona!

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Il tutto accompagnato da un quartino di vino della casa, per l’abbordabilissima cifra di 16€, caffè compreso….cosa avrei potuto chiedere di meglio???? Personale gentile e molto alla mano, cucina casalinga, prezzi modici. Sicuramente da provare!

Visitato nel mese di luglio 2016

Ippoturismo La Fattoria del Conte
C.da S.Antonio, Campomaggiore
3479115608

Mototurismo in Sardegna: In moto attraversando la Costa Verde, Cabras ed il Montiferru

Terminata questa torrida (e quasi insopportabile, non solo dal punto di vista meteorologico) estate e soprattutto essendo ormai Clara guarita dalla frattura al malleolo, abbiamo approfittato del lungo fine settimana del 1° novembre per trascorrere qualche giorno in moto, in sella alla nostra Zingara, sulle strade della Sardegna. Era parecchio tempo che adocchiavo l’area centro-occidentale dell’isola, sia per la bellezza dei suoi paesaggi, sia per le particolari specialità enogastronomiche che si possono apprezzare. Abbiamo deciso così di puntare proprio su questa zona per staccare un po’ dalla routine quotidiana e rilassarci qualche giorno lontano da casa.

Partiamo venerdì mattina con molta calma, dopo aver consumato la colazione a casa, imboccando inizialmente la SS131 fino all’altezza di San Gavino Monreale dove decidiamo di goderci le panoramiche e tranquille strade interne. Costeggiando i campi di zafferano, puntiamo verso Montevecchio per poter attraversare i vecchi stabilimenti minerari.

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La tortuosa SP65 ci consente di passare sotto il Monte Arcuentu, circondato dalla vegetazione tipica delle montagne sarde, dove in questo periodo è il coloratissimo corbezzolo a farla da padrone. Alla nostra sinistra si aprono bellissimi scorci panoramici sul mare dal colore azzurro intenso che bagna la selvaggia Costa Verde. Scendiamo di quota fino a raggiungere Torre dei Corsari, con la sua bellissima spiaggia di alte dune dal profondo colore ocra che in questo periodo, essendo completamente deserta, mostra in pieno tutto il suo splendore… la tentazione di portare le ruote dell’Africa Twin sulla sabbia è forte (anche se sono consapevole di non essere capace a guidare in queste condizioni), ma è più forte ancora la consapevolezza di deturpare un paesaggio paradisiaco.

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Pochi chilometri ancora e, attraversato lo stretto ponte in cemento a livello del mare, siamo a Marceddì, il piccolo borgo di pescatori che affaccia sulla piccola insenatura a sud del Golfo di Oristano. Strade diritte ereditate dalle bonifiche dei terreni portate avanti in queste zone in epoca fascista ci portano ad Arborea, fondata con il nome di Villaggio Mussolini prima e successivamente come Mussolinia di Sardegna in onore del Duce. In questa cittadina sono evidenti i particolari edifici risalenti all’epoca fascista (tra cui il Municipio ed alte strutture edificate lungo la via principale e l’adiacente piazza) e gli anziani che ancora parlano il dialetto veneto, ereditato dai primi cittadini emigrati.

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Attraversiamo Oristano e proseguiamo per Cabras, patria della produzione della bottarga di muggine… ovviamente il souvenir gastronomico non poteva mancare nelle nostre valigie! E’ ora di pranzo e decidiamo di fare una sosta prima di riprendere la strada. Ci fermiamo alla Trattoria da Attilio “in paese” per degustare buoni ed abbondanti piatti a base di pesce.

Risaliamo in sella ed il sole sembra giocare a nascondino con le nuvole spinte da un moderato vento proveniente da nord-est. Attraversiamo prima Riola Sardo e poi Narbolia. Ricominciano le curve tortuose, strette e bellissime fino giungere a Seneghe dove i prati verdi sono occupati da bellissimi esemplari di Bue Rosso del Montiferru, una particolare razza di bue sardo-modicana la cui carne è uno dei Presidi Slow Food del territorio. Questo bellissimo animale regala delle carni succose e saporitissime, mentre dal suo latte si produce il raro e prelibato casizolu.

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Altri pochi chilometri di curve e paesaggi bellissimi e giungiamo a Santu Lussurgiu, tappa finale di questa prima, meravigliosa giornata.

 

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Il paese che rientra tra i Borghi Autentici d’Italia è sviluppato lungo un versante montuoso e proprio grazie alla sua posizione, tra le case si creano viuzze, vicoli e stradine strette dove passeggiare e perdersi, scoprendo ogni volta angoli suggestivi e sempre diversi. Abbiamo alloggiato nel bellissimo Albergo Diffuso Antica Dimora del Gruccione. Parcheggiata la moto nel cortile interno della struttura, siamo usciti a piedi passeggiando nel paese. Due erano gli obiettivi (ovviamente gastronomici) principali di questa visita: l’Abbardente ed il Casizolu. La visita alle Distillerie Lussurgesi ci consente di assaggiare vari tipi di acquavite e liquori aromatizzati, oltre ai buonissimi cioccolatini alla crema di mirto o di abbardente. Dietro il bancone dedicato alla rivendita dei prodotti sono in bella mostra gli alambicchi in rame dove vengono distillate le vinacce o il vino.

Rientrati in paese chiediamo alla proprietaria dell’albergo diffuso dove poter acquistare il casizolu: ci accompagna da una sua amica che lo produce in casa e che ci fa entrare nella cantina dove appesi al soffitto c’erano decine e decine di forme di questo prelibatissimo e raro formaggio. Manco a dirlo, una bella forma da 2,6 kg è destinata ad occupare uno spazio nelle nostre valigie in alluminio.

Nel frattempo il sole è prossimo al tramonto e due anziane signore ci sorridono e ci consigliano di ammirare il panorama del paese dalla vicina piazza dove si erge una statua del Cristo. Godiamo dei colori arancione e giallo con i quali si dipingono le pareti delle case e le rocce delle montagne che circondano Santu Lussurgiu.

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Soffia un vento forte e freddo che non ci fa dimenticare di essere in pieno autunno. Gli ultimi passi prima di rientrare in albergo vengono fatti sotto le tenute luci artificiali arancioni dei lampioni lungo le vie che prendono il sopravvento sul crepuscolo.

La squisita e particolare cena a base di prodotti del territorio è l’epilogo di questa meravigliosa e coinvolgente giornata… in attesa che spunti l’alba… altri chilometri ci attendono…

Dove Mangiare e Dove Dormire: Antica Dimora del Gruccione – Santu Lussurgiu

Per questo lungo weekend “dei morti” (o dei santi, come meglio preferite) trascorso in moto sulle strade del Montiferru e della Planargia (sub-regioni della zona centro-occidentale della Sardegna), abbiano scelto l’Antica Dimora del Gruccione, un Albergo Diffuso posto lungo una delle piccole e tranquille stradine di Santu Lussurgiu, dove il relax ed i prodotti tipici del territorio la fanno da padrone.

L’intera struttura è un’antica casa con ampi spazi sia negli alloggi che nel cortile interno, ricco di verde ed oggetti che contribuiscono ad esaltarne la bellezza ed il senso di quiete.

Al piano superiore gli ambienti bellissimi conservano ancora il pavimento storico e l’antica cucina a legna.

Facilmente rintracciabile seguendo le indicazioni, al nostro arrivo ci accoglie Lucilla (spero di non aver sbagliato nome!) una delle figlie della signora Gabriella, la padrona di casa, che ci consente di parcheggiare la moto nel cortile.

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L’appartamento che ci viene assegnato è ampio e comprende due bagni, un soggiorno, una cucina ed una camera da letto. Tutti gli ambienti sono spaziosi, graziosamente arredati, puliti e ben riscaldati. Anche l’arredamento è in linea con lo stile della struttura, anche se qualche piccolo particolare potrebbe essere maggiormente curato (come alcuni accessori del bagno in plastica bianca che stonano un pochino….ma questa piccola critica c’è se proprio si vuole essere pignoli….).

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Se volete, la signora Gabriella può consigliarvi su dove acquistare i prodotti tipici del territorio o l’artigianato locale, infatti è proprio grazie a lei che siamo riusciti a trovare il raro casizolu!

All’atto della prenotazione avevamo deciso di trattenerci per la cena, visto che la Dimora del Gruccione è anche Sede Didattica della “Università di Scienze Gastronomiche” di Pollenzo e Colorno. Ebbene: è stata una scelta più che azzeccata!

Sono sincero: su un noto sito di valutazione dei ristoranti, avevo letto pareri discordanti sulla cucina della struttura, in particolar modo rivolti alle porzioni. Se pensate di fare un’abbuffata simil-agriturismo, cambiate posto. Spesso si pensa che mangiare bene è sinonimo di mangiare molto… ma mangiare bene vuol dire invece poter gustare ed apprezzare tutti i piatti, dall’antipasto al dolce, senza arrivare mai oltre il limite di sazietà e soprattutto senza che venga sprecato nulla. Se invece volete assaggiare una cucina comunque gustosa, dalle giuste porzioni e che utilizza prodotti del territorio, allora siete nel posto giusto! A testa il menu prevede due antipasti, un primo, un secondo, un dolce, ai quali abbiamo aggiunto una bottiglia di rosso “Montiprama”, una IGT Valle del Tirso, e due calici di Pontis, una Vernaccia da dessert delle cantine Contini. A servirci al tavolo la stessa Lucilla ed a fine serata abbiamo molto gradito la visita dello chef che si è sincerato della qualità dei piatti.

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Altro punto forte dell’Albergo Diffuso è la colazione: c’è l’imbarazzo della scelta tra dolci, crostate, marmellate fatte in casa, pecorini e casizolu, latte, yogurt e quant’altro!

I prezzi a persona applicati sono quelli a “stagione unica”: 45€ per la formula B&B o 75€ per pernotto, cena (vini esclusi) e colazione. A mio parere un buon rapporto qualità/prezzo, sia per quanto riguarda l’ospitalità che per il ristorante.

Antica Dimora del Gruccione
E-Mail: info@anticadimora.com
Indirizzo: 
Via Michele Obinu, 31 09075 Santu Lussurgiu (OR)
Telefono: +39 (0) 783 552035  +39 (0) 783 550300
Fax: +39 (0) 783 552036

Dove Mangiare: Trattoria Da Attilio in Paese – Cabras

Cabras: un piccolo paese situato lungo le sponde dell’omonimo Stagno, sulla costa centro-occidentale della Sardegna, famoso per la produzione della bottarga di muggine. E’ al centro del paese e nei suoi dintorni che per una sosta culinaria c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ittiturismi, ristoranti e trattorie sono praticamente ovunque ed in linea di massima la qualità dei piatti offerti è molto, ma molto buona.

Provenendo dalla Costa Verde, è qui che sia io che Clara abbiamo deciso di fermarci per pranzo. Anni fa avevo già mangiato in quello che allora si chiamava “Blog Bar” e che oggi vedo avere un’altra insegna: “Da Attilio in paese”. Entriamo e chiediamo un tavolo, scegliendo come menu quello riportato sulla lavagna esterna, proposto come “menu del giorno”. Primo punto positivo è il fatto di vedere molta gente del posto, lavoratori in pausa pranzo e non, seduta ai tavoli. Ci accomodiamo ed il cameriere non ci fa attendere per le ordinazioni. Ai due menu, facciamo aggiungere anche una porzione di bottarga di muggine come antipasto, che ci viene servita in porzione più che sufficiente a soddisfare il palato, accompagnata con del sedano fresco.

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Arriva il primo: uno spaghetto con un sugo di cozze e pecorino molto abbondante e saporito, tanto che non siamo riusciti a finirlo!

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Come secondo una parmigiana di gattuccio di mare, particolare, gustosa e finalmente diversa dal solito (generalmente qui in Sardegna con il gattuccio viene preparata la Burrida). Il tutto accompagnato da mezzo litro di vino della casa, per un conto dal rapporto qualità/prezzo più che ottimo!

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E’ una trattoria e non aspettatevi piatti elaborati, rivisitati e serviti con le decorazioni…ma per una pausa pranzo concreta e molto soddisfacente, lo consiglio vivamente!

Promosso a pieni voti, sia per la bontà del cibo che per la gentilezza del personale di sala.

Visitato nel mese di ottobre 2015.

Bar Trattoria da Attilio “in paese”
Corso Italia, 34 – Cabras (OR)
Cell.: 3483686293

Dove Mangiare: Ristorante Il Ghiottone – La Maddalena (OT)

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La bellezza di un ristorante non sta solo nell’arredamento, nella sala e nella presentazione dei piatti, ma anche e soprattutto nell’accoglienza e la qualità delle pietanze servite. Ebbene, Il Ghiottone, pur essendo una piccola trattoria con pochi posti a sedere (e per questo conviene sempre prenotare…io e mia moglie abbiamo trovato posto per pura fortuna!), ha tutto quel calore e quell’ospitalità, tali da farti sentire a casa. Il marito serve ai tavoli e si trattiene piacevolmente con i clienti, la moglie in cucina a preparare piatti semplici, casalinghi ma molto gustosi. Il menù varia a seconda del pescato della giornata, per garantire sempre prodotti freschi e soprattutto locali.

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Che altro dire: promosso!
Il prezzo? Bilanciato alla qualità delle pietanze. Per due persone: un antipasto, due secondi, acqua, vino in bottiglia, un dolce e due acquaviti, 59€.
Se andrò nuovamente a La Maddalena, ci tornerò di sicuro!

Ristorante Il Ghiottone
via Oberdan, 5
La Maddalena (OT)
Tel.: 338 3901944

Dove Mangiare: I Mille – Caprera (OT)

“I Mille” è un chioschetto presente lungo le strette e tortuose stradine dell’Isola di Caprera e rappresenta un ideale e perfetto “mordi-e-fuggi” durante la nostra visita ai bellissimi luoghi presenti in quest’arcipelago. I panini sono molto, molto buoni e perfettamente imbottiti.  Ci si siede ai tavoli esterni, in mezzo alla pineta e si aspetta il panino ordinato poco prima, che arriva abbastanza velocemente. Sosta obbligata, preferibilmente a pranzo, magari tra la visita al Memoriale Giuseppe Garibaldi ed un tuffo in qualche limpida ed isolate spiaggetta… ad prezzo più che onesto!

Visitato nel mese di settembre 2014

Dove Mangiare: Restoran Mangalemi – Berat (Albania)

Situato lungo la salita che porta al castello di Berat, il restoran Mangalemi (che è anche albergo), si presenta ben curato ed ha una terrazza affacciata su questa bella città albanese. I camerieri parlano italiano (uno di loro è anche stato in Sardegna per lavoro, ed infatti ricorda ancora il buon sapore del “purcellu”!!!) ed il menù è in doppia lingua, dove sono riportate, oltre alle classiche specialità albanesi, anche quelle tipiche di Berat.

Scelgo per antipasto il caciocavallo arrostito (djathè kackavall), successivamente  il kolè, un piatto di carne tipico del posto rappresentato da due salsicciotti di carne macinata e speziata contenuta nei budelli naturali, ed infine un dolce di nocciole e miele chiamato shendetli, accompagnato dalla mani raki.

Il prezzo, comprensivo anche di mezzo litro di vino della casa, è stato di 1550 Lek (circa 11€).

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Visitato nel mese di settembre 2014

Dove Mangiare: Kujtimi – Gjirokaster (Albania)

Il Kujtimi è un piccolo ristorante situato tra le viuzze di Gjirokaster (o Gjirokastra o ancora, italianizzato,  Argirocastro). I tavoli a disposizione non sono molti, situati sia nella piccola sala interna, sia nel cortiletto adiacente all’ombra degli alberi, ma la bontà dei piatti serviti è davvero ottima. Il servizio è da trattoria, molto spartano, ma il proprietario è comunque gentile. Il menù presenta molti piatti della cucina locale, i cui nomi sono accompagnati da piccole foto esplicative che non creano difficoltà nella scelta.

Ho ordinato due piatti: le cozze fritte di Saranda (molto buone) e le qofte di riso speziate, particolari e deliziose. L’amico conosciuto in viaggio e che mi ha fatto compagnia a cena, ha invece scelto delle costolette di agnello, a suo dire molto saporite, ed a pranzo aveva scelto le zampe di rana. L’unica cosa che non ho apprezzato molto è stato il baklava (ne ho assaggiati di migliori in Bosnia Erzegovina lo scorso anno).

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Il prezzo? Praticamente irrisorio: l’equivalente di 10€ per due portate, un dolce  e mezzo litro di vino rosso.

Visitato nel mese di settembre 2014

Dove Mangiare e Dove Dormire: Kol Villi – Theth (Albania)

Theth, questo piccolo villaggio sperduto tra le montagne dell’Albania, è méta di molti escursionisti e viaggiatori che vogliono entrare in contatto diretto con una famiglia albanese. Kol Villi, così come le altre guesthouse nell’area, consente proprio di vivere questa esperienza. Gente umile, semplice, disponibile e cortese che mi ha accolto quasi fossi uno di famiglia. Niente lusso: bagni in comune, camere senza comodità se non quella di un letto per dormire, un capanno dove la padrona di casa cucina, il camino acceso, ed il calore di questa meravigliosa famiglia composta da quattro persone ed un piccolo gattino. Si dorme ascoltando i campanacci delle capre che pascolano tutt’intorno alla casa, con un panorama nella valle di Theth meraviglioso. Cibo semplice ma casalingo come il pane fatto in casa dalla moglie, il miele della zona, i formaggi prodotti dal marito, le conserve ed il latte di capra appena munto. Insomma, le parole non bastano per descrivere le sensazioni che si provano con un’esperienza davvero unica nel suo genere.

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Il tutto con l’equivalente di 25€ che comprende una notte, cena e colazione, entrambi abbondanti e molto, molto gustose!

Kol Villi – Theth (Albania)

Dove Mangiare: Ristorante Santa Barbara – Villagrande Strisaili

Di nuovo in Ogliastra? Si, di nuovo in Ogliastra, perchè io amo questa provincia, per la bellezza delle strade, per i posti meravigliosi, per la gente e per le specialità gastronomiche che sa offrire.

Ed in questo articolo parlo proprio di questo, scrivendo una recensione sul Ristorante Santa Barbara dove ho mangiato più volte e non sono mai rimasto deluso.

Nell’omonimo bosco, proprio prima di giungere a Villagrande Strisaili, sorge questo bello e tranquillo ristorante all’ombra degli alberi ed immerso nella natura: un posto ottimo per far riposare il posteriore dopo aver goduto delle migliaia di curve che si estendono lungo le strade disseminate tutte intorno.

Questa volta siamo in tre a pranzare: io, Peppe e Luca con i quali condivido spesso le uscite in moto.

Durante l’estate vengono proposti, oltre al classico menù alla carta, anche dei menù degustazione che variano dai 15€ per i soli antipasti ai 30€ per il pranzo completo. Noi scegliamo il menù da 25€ che comprende antipasti misti, un primo a scelta, un assaggio di secondo con contorno ed una bevanda. I piatti, in generale, sono quelli tipici della tradizione Ogliastrina in particolare, e sarda in generale.

Si parte con gli antipasti che comprendono affettati misti tipici della zona, prodotti da un salumificio artigianale del posto (ricordo che il Prosciutto di Villagrande è rinomato qui in Sardegna, alla pari di quello prodotto nella vicina Talana), una porzione di casu axedu (o ischidu, o ascedu a seconda delle zone di pronuncia), olive e carciofini sott’olio, e dei buonissimi Gathulis con altre frittelline di zucchine e cipolle (entrambi piatti tipici di Villagrande).

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Come primo piatti scegliamo i culurgionis che  vengono prodotti proprio in queste zone, ma la gentilissima cameriera ci propone una variante: culurgionis ripieni di funghi porcini. Una sola parola: DIVINI!!!

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L’assaggio di secondo (che poi se vogliamo chiamare assaggio le abbondanti porzioni servite!) comprende il classico maialetto e la carne di manzo arrostita: entrambe buone, in particolar modo il maialetto cotto alla perfezione con la cotenna croccante in tutti i pezzi dov’era presente e la carne non asciutta.

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Per concludere un caffè ed un liquore di genziana per digerire queste bontà.

Commenti? Si: tutto ottimo e gustoso, abbondante (senza esagerare) e personale gentile e disponibile.

Il prezzo finale è stato 30€ a persona per le bevande aggiuntive.

Ristorante Santa Barbara
Villagrande Strisaili – Loc. Santa Barbara
078232520