Archivi tag: moto

La moto, passione autentica fra avventura, regole, tutele ed obblighi

Una passione a due ruote.

L’amore per la moto poggia su basi solide, a conferma di uno stile di vita unico ed originale.

La due ruote più amata riesce addirittura ad essere una sorta di collante per amicizie speciali e amori intensi.

La passione per la moto è in grado di aggregare tipologie di individui sostanzialmente diverse, che trovano nell’amore ‘a due ruote’ punti di convergenza tali da regalare maggiore intensità ai rapporti umani.

Anche l’individuo più serioso, se condivide con altri la passione per la moto, può dare libero sfogo alla goliardia e al desiderio di trascorrere, con chi vanta la stessa passione, serate e vacanze divertenti.

In giro per il mondo per avventure in solitaria o in gruppo, é innegabile che la moto aggrega ed unisce.

Una passione che non ha frontiere e consente di rilevare punti comuni fra due universi come quello femminile e maschile, spesso contrapposti per modi di pensare, vedere il mondo, vivere le emozioni, che trovano una linea comune però in fatto di moto.

La polizza moto: tutela per le terze persone ed il veicolo

Come per ogni altro veicolo, al di là del gusto dell’avventura, è necessario che chi si mette alla guida disponga di regolare copertura assicurativa di responsabilità civile.

Le polizze Rc moto, al pari delle RC auto, sono obbligatorie e hanno una finalità specifica:

coprire l’assicurato per tutti i danni che potrebbero coinvolgere terze persone, il tutto parametrato ed entro i limiti stabiliti dal massimale,  previsto a chiare lettere nella polizza.

Se la Rc moto ha carattere obbligatorio,  altrettanto non si può dire delle garanzie accessorie,

che comunque vale la pena considerare attentamente, perchè possono garantire tutta una serie di tutele e assicurare da eventi di vario genere.

Parliamo di garanzie accessorie quali furto ed incendio, oppure particolari proposte kasko

Esistono tipologie di polizza realizzate a misura per moto storiche o ciclomotori d’epoca, iscritti

all’ASI (Automotoclub Storico Italiano) oppure all’FMI (Federazione Motociclistica Italiana).

Guida alla stipula di una polizza

Il web ci offre la possibilità di consultare Broker e comparatori online che guidano gli utenti passo passo nel difficile mondo delle assicurazioni. Chi è alla ricerca di una polizza moto deve considerare prima di tutto il tipo di utilizzo del veicolo.

Se il motociclista approfitta di qualsiasi momento, o giorno dell’anno,  per salire in sella al proprio mezzo occorre valutare l’area delle polizze tradizionali, con copertura totale per 365 giorni.

Il mercato assicurativo consente comunque di risparmiare anche nel caso di polizze globali, dove si sceglie di inserire anche tutele accessorie.

E’ bene leggere con attenzione la polizza, valutando i dettagli e le condizioni, osservando con attenzione le clausole, le limitazioni e le eventuali penali aggiunte.

Per risparmiare sull’acquisto di una polizza moto può essere utile servirsi di un comparatore on line.

I risultati sono eccellenti:

  • si spende meno perchè le proposte sono decisamente convenienti;
  • si risparmia tempo grazie ad una ricerca rapida dei preventivi;
  • si ha la certezza assoluta dei costi e si ottiene velocemente il certificato provvisorio per poter circolare liberamente.

Non sono rari i casi in cui la due ruote viene utilizzata soprattutto nella bella stagione, o solo per percorsi limitati, in questi casi è possibile sottoscrivere prodotti assicurativi flessibili.

Vale la pena considerare la sottoscrizione di una polizza temporanea, legata al periodo di utilizzo della moto, fruendo di costi più bassi rispetto alle soluzione di coperture annuali.

Da stabilirsi al momento dell’acquisto della polizza anche la clausola di sospensione, nel caso si volesse interrompere la copertura, per mancato utilizzo, per un certo periodo di tempo.

Interessante anche la proposta di polizza a consumo, che considera le distanze percorse durante l’utilizzo. La si può sottoscrivere decidendo di installare sulla moto un sistema satellitare in grado di controllare l’esatta percorrenza.

Organizzare un viaggio in moto: opportuno controllo della parte meccanica

Prima di affrontare un viaggio in moto è bene mettere in sicurezza il veicolo, per evitare che il viaggio riservi spiacevoli inconvenienti.

Il consiglio è quello di controllare la parte tecnica, magari optando per un tagliando completo, soprattutto se non sono stati fatti recenti  check up.

Possono fare al caso vostro officine autorizzate, in base alla marca della moto, oppure è sufficiente rivolgersi al meccanico di fiducia.

Controllo pastiglie, freni e livelli dell’olio del motore e del raffreddamento svettano in testa nella classifica dei controlli.

Collaterali ma di grande rilevanza anche le verifiche alla catena, ai filtri, alle gomme.

Prima di affrontare un viaggio è bene pensare anche all’attrezzatura, magari scegliendo di rinnovare le protezioni base quali  casco,  giubbotto, guanti e stivali. Attenzione particolare al paraschiena.

Non è necessario spendere cifre da capogiro per attrezzarsi di tutto punto, il mercato mette a disposizione prodotti diversi anche decisamente convenienti, l’importante è controllare sempre che sia presente il marchio d’omologazione CE.

Nello scegliere un giubbotto, ad esempio, accertatevi che disponga di uno strato impermeabile e di uno estraibile per poterlo utilizzare di giorno così come di sera.

In fatto di casco meglio privilegiare l’acquisto di prodotti in fibra di carbonio: leggeri e decisamente resistenti.

Guanti, stivali e abbigliamento devono mantenere la temperatura corporea, ed essere al tempo stesso traspiranti e proteggere dal caldo o dal freddo.

Curiosità

Viaggiando in gruppo è essenziale mantenere la velocità e distanza di sicurezza adeguata. E’ bene non sorpassarsi a patto che non esistano necessità specifiche.

In gruppo è importante poter contare materialmente l’uno sull’altro.

Fermarsi ad aiutare gli altri motociclisti in difficoltà è una regola da considerare sempre, anche se non fa parte delle norme scritte.

Caricare la moto è un’arte: fatelo con estrema attenzione valutando pesi e ancoraggio dei bagagli.

Braking: parola d’ordine, passione

Un insieme di elementi, a cominciare da quattro parole scelte come simbolo stesso dell’aziendatecnologia, qualità, ma anche passione e adrenalina. È questa la descrizione sintetica che accompagna ogni nuovo prodotto realizzato dalla Braking, il marchio italiano nato nel 1990 che ha saputo conquistare un ruolo sempre più di rilievo nell’ambito della realizzazione di impianti frenanti after market per motoveicoli, grazie anche all’esperienza maturata nel settore delle competizioni motoristiche di velocità, come il campionato mondiale Superbike.

Per tutte le esigenze. Il nome stesso dell’azienda rappresenta il marchio di fabbrica, chiarendo immediatamente il rapporto con la frenata: difatti, oggi Braking è sinonimo di specialisti nell’ambito della produzione di pezzi di ricambio per uno dei comparti più delicati delle moto, quello che riguarda appunto freni e trasmissione, con tre diverse tipologie di intervento e di applicazione. Oltre al comparto “Racing“, dedicato a chi compete a ogni livello, con una speciale produzione che ricalca i prodotti usati dai campioni del Mondo in gare di velocità, fuoristrada e supermotard (quasi 100 campionati mondiali vinti in assoluto, secondo quanto dichiarato dall’azienda nel “company profile” sul sito), esistono infatti anche le linee adatte a un utilizzo più quotidiano delle due ruote, battezzate Challenge (pensata per gli amanti della customizzazione, grazie a ricambi di performance e qualità superiori rispetto all’originale) e “Urban“, che invece è la gamma base di ricambio, con servizi disponibili su un’ampia serie di modelli.

Parola d’ordine, passione. La filosofia alla base dell’azienda, come detto, ha due capisaldi, ovvero la passione per le moto e le alte prestazioni che si abbina alla ricerca continua dei miglioramenti tecnologici per elevare l’asticella della qualità: è in questo modo che vengono realizzati i componenti presenti in catalogo, sempre più apprezzati dai centauri. Molto importante per la diffusione del marchio, poi, è la possibilità di visualizzare e acquistare i prodotti anche attraverso i più nuovi canali di vendita, come i distributori online: ad esempio, sul portale specializzato Omnia Racing è possibile trovare tutti gli ultimi modelli di impianti frenanti Braking, tra cui scegliere il più adatto alle proprie esigenze, anche economiche, oltre che ovviamente corrispondente alla propria moto (qui per maggiori informazioni).

L’invenzione della margherita. Uno dei fiori all’occhiello della società, nonché straordinario successo commerciale, è l’invenzione del disco freno denominato “a margherita”, o nell’accezione aziendale il disco Wave, che ha praticamente rivoluzionato il concetto stesso di freni a disco, grazie a una forma irregolare (che ricorda appunto il design di una margherita) che permette una maggiore e migliore dispersione del calore, rendendo di fatto più veloce il raffreddamento del disco e più agevole la frenata, elevando il limite delle prestazioni dei freni a disco in acciaio. Frutto di un approfondito e continuo studio tecnico su materiali e comportamento, oltre che sul calore e sulla sua dissipazione, il risultato raggiunto dalla Braking ha creato un nuovo standard, rapidamente adottato sia nel campo agonistico che per soluzioni private e quotidiane.

Tanti segni più. I dischi freno della linea WAVE, disponibili per un montaggio sia all’anteriore che al posteriore, sono realizzati in acciaio inossidabile ad alto contenuto di carbonio e ad elevato coefficiente d’attrito, e sono pensati per adattarsi praticamente a ogni modello di moto, grazie a misure originali e a diametro maggiorato, flottanti e fissi, che li rendono intercambiabili ai dischi freno originali, con il notevole vantaggio di assicurarsi caratteristiche e prestazioni superiori: gli impianti Braking, infatti, garantiscono un peso inferiore, una migliore resistenza al calore, un maggior controllo sulla frenata, e in contemporanea un aumento del potere frenante, e infine una grande modulabilità. Inoltre, la gamma “a margherita” sviluppata per le moto da fuoristrada consente anche di smaltire meglio i detriti e il fango, mentre attraverso la conformazione irregolare puliscono anche le pastiglie dei freni.

 

Mototurismo in Sardegna: Arcipelago di La Maddalena

Lo scorso 26 settembre, io e Clara abbiamo festeggiato il nostro 4° anniversario di matrimonio… e quale migliore occasione per trascorrere un weekend fuori casa? D’altronde sono  tornato da poco dal viaggio in Albania, in solitaria, ed avevo davvero voglia di passare un po’ di tempo con mia moglie lontano dalla “solita” vita di tutti i giorni.

Decidiamo così di andare a La Maddalena per visitare soprattutto le bellezze dell’isola di Caprera. Propongo di andarci in moto, ma lei non voleva “stressarsi” (sono donne!) e quindi decidiamo di arrivarci in automobile ma ad una condizione: avremo affittato un mezzo a due o quattro ruote off-road!

Detto, fatto. Dopo aver finito di lavorare, alle 16.30 di venerdì 26, partiamo alla volta di Olbia con la valigia già preparata il giorno precedente. Giungiamo a Palau alle 20 circa e ci imbarchiamo sul primo traghetto disponibile. 15-20 minuti di traversata e sbarchiamo a La Maddalena, dirigendoci direttamente all’Hotel Il Gabbiano, già prenotato ad un prezzo convenientissimo, per una doccia veloce e per poi recarci a cenare presso la piccola trattoria Il Ghiottone.

La camera d’albergo affaccia sul mare, ed è stato magnifico addormentarsi con la persiana leggermente alzata ed il rilassante rumore delle onde che faceva da sottofondo.

La mattina presto, dopo aver consumato un’abbondante colazione, ci rechiamo a La Maddalena con l’intento di noleggiare un quad…ma tutte le agenzie di noleggio avevano già dismesso i mezzi e siamo stati costretti a scegliere uno scooter Kymco 125… spompato, con la forcella in condizioni pietose, il contachilometri non funzionante… lo so, non saremo in sella ad una moto per visitare l’arcipelago de La Maddalena, ma è un mezzo ideale per percorrere le strette stradine di Caprera.

Lasciamo il lungomare e ci dirigiamo, percorrendo il ponte che collega le due principali isole facenti parte dell’Arcipelago, a Caprera.

DSC_0012

DSC_0011

DSC_0006

Prima tappa è Punta Rossa e successivamente la bellissima e particolare Spiaggia del Relitto, dove sono presenti i resti dello scafo in legno di una nave arenatasi a causa di un incendio scoppiato a bordo. Particolare non trascurabile è la possibilità di pulirsi la suola delle scarpe con delle spazzole lasciando la spiaggia, in modo da limitare al massimo l’impatto della presenza dell’uomo nella natura e preservare nei limiti del possibile l’arenile.

DSC_0023

DSC_0026

DSC_0022

DSC_0014

DSC_0017

DSC_0031

Lasciamo la zona sud dell’isola e imbocchiamo una stradina stretta e tortuosa che ci consente di raggiungere un’altitudine tale da poter ammirare meravigliati il panorama di spiagge, insenature e piccoli isolotti tra Caprera e La Maddalena.

DSC_0036

DSC_0041

DSC_0052

DSC_0051

DSC_0048

Raggiungiamo il Memoriale Giuseppe Garibaldi e visitiamo prima le strutture militari da dove si gode di un panorama stupendo, poi le sale interne dove è possibile ripercorrere con video, immagini e documenti, la storia di Garibaldi.

DSC_0062

Questo Kymco arranca sulle salite, ha la forcella che trema se poco poco mi permetto di aumentare la velocità in discesa, la pressione delle gomme è praticamente nulla (e spero di non forare!)…insomma, una cagata! Ma per quello che dobbiamo fare, va bene così.

Arriviamo giusto in tempo per l’ultimo turno di visita mattutino alla casa di Giuseppe Garibaldi. Suggestiva, semplice, tranquilla e molto ben mantenuta. Fa sempre una certa impressione visitare  questi luoghi ed immaginare che famosi personaggi della storia calpestavano lo stesso pavimento, attraversavano le stesse stanze e godevano di una natura incredibile ed incontaminata. Per la visita, rigorosamente con una guida, non siamo soli, ed il gruppo di imbecilli non manca mai: ma ci vuole tanto ad immaginare che le suppellettili, la mobilia e ciò che fa parte di una casa-museo non può e non deve essere toccato? Vabbè, lasciamo stare ogni ulteriore commento…

DSC_0066

DSC_0075

DSC_0067

L’unico pensiero in comune tra me e Clara è quello che se solo Garibaldi avesse saputo prima che fine ha fatto l’Italia che lui tanto sognava, probabilmente si sarebbe trasferito molto, molto prima su Caprera, avrebbe fatto l’agricoltore o il pastore e se ne sarebbe fregato…

Il percorso guidato ci porta fin davanti le tombe dove riposano l’Eroe dei Due Mondi ed alcuni dei suoi figli.

E’ l’ora di pranzo e andiamo al chioschetto “I Mille” dove mangiamo due gustosi panini accompagnati da una bella birra fresca. Proseguiamo il nostro tour fino a raggiungere Cala Serena. Tante altre sarebbero le spiagge da poter visitare, ma ci vorrebbero più giorni di permanenza sull’isola, poiché molte di esse sono raggiungibili solo con escursioni a piedi, anche di qualche ora.

DSC_0098

DSC_0081

Lasciamo Caprera e ritorniamo a La Maddalena per percorrere la panoramica dello Spalmatore, meno suggestiva delle strette e solitarie vie di Caprera, ma ugualmente bella.

DSC_0087

DSC_0088

Facciamo il giro completo dell’isola maggiore e, raggiunta l’insenatura di Porto Massimo, torniamo indietro fino a salire sul faro della Capitaneria di Porto.

DSC_0097

Scendiamo verso la località Nido d’Aquila e siamo di nuovo a La Maddalena paese, giusto in tempo per riconsegnare lo scooter, farci una doccia e recarci nel centro cittadino per passeggiare tra queste belle viuzze dai palazzi vivaci in stile liberty.

DSC_0099

DSC_0101

DSC_0107

DSC_0100

Un aperitivo in totale relax ed una pizza per cena segnano le ultime ore di permanenza in questo piccolo angolo di paradiso in Sardegna.

Sicuramente La Maddalena è stata una breve ma intensa esperienza, da ripetere magari a bordo di un gommone per visitare le altre piccole isole che fanno parte dell’arcipelago… o magari in sella alla mia Africa Twin per scoprire gli angoli più nascosti di Caprera.

 

DSC_0004

DSC_0109

DSC_0110 DSC_0114